Rimini: "Impara l'arte", il fascino del colore protagonista

Rimini: "Impara l'arte", il fascino del colore protagonista

RIMINI - Filo conduttore del corso Impara l'arte, giunto all'ottava edizione, è il colore, componente fondante della creazione artistica e della sua percezione. Fin dall'antichità il colore ha dato veridicità non solo alla rappresentazione pittorica ma anche alle architetture ed alle sculture. Serviva a catturare l'attenzione del fruitore e ad enfatizzarne il realismo. In ambito religioso e nell'abbigliamento il colore ha sempre posseduto un'importante valenza simbolica: si pensi al rosso, emblema di ricchezza e potere, alla purezza del bianco ed alla spiritualità del blu, alla manifestazione divina dell'oro. Nell'età contemporanea l'artista ha invece utilizzato il colore principalmente per i suoi caratteri espressivi. Dalla fine dell'Ottocento se ne è servito per rappresentare i propri stati d'animo, dando sempre meno rilievo alla forma. Tale processo ha trovato la sua più lirica evoluzione in Kandinskij, padre dell'astrattismo, che ha associato le cromie a sensazioni, forme e suoni, assimilando la fruizione di un dipinto all'ascolto di un brano musicale. Per lui infatti "Il colore è il tasto. L'occhio è il martelletto. L'anima è un pianoforte con molte corde. L'artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l'anima" (in Lo spirituale nell'arte, 1912).

 

Il primo incontro, fissato per mercoledì 17 febbraio alle 17 nella Sala del Giudizio del Museo della Città, ha come titolo Un'arte realista. Il colore nel mondo antico.

Quando pensiamo alle opere d'arte antica comunemente associamo alla solidità del materiale costituivo il candore della superficie. In realtà, questa visione non corrispondente al vero, è frutto del trascorrere del tempo e del pensiero neoclassico. Sia nel mondo greco che in quello romano i monumenti, i rilievi architettonici, le statue erano colorati. Le metope del Partenone ed i rilievi della Colonna Traiana, per citare opere emblematiche della cultura greca e romana, erano dunque policromi: oro e pigmenti colorati scintillavano al sole e rendevano più evidenti e comprensibili le storie  narrate. Per rendere più veritiera la rappresentazione anche le statue erano variopinte. Non solo quelle in marmo, che venivano dipinte o utilizzavano marmi di diversi colori, ma anche quelle in bronzo, che avevano parti in altri materiali, quali paste vitree ed agemine dorate.

Il colore si dispiegava anche all'interno degli edifici privati: le domus romane avevano pareti dipinte in toni sgargianti, con complesse architetture e quadri. Tappeti musivi di solida pietra, dai tasselli policromi oppure bianchi e neri, disegnavano sui pavimenti motivi geometrici e figurativi.

La conversazione sarà seguita dalla visita alle sale del museo archeologico, fra mosaici, intonaci e oggetti in vetro di epoca romana.

L'attività di formazione per insegnanti della Scuola dell'Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria, ma aperta anche alla cittadinanza, è condotta da Michela Cesarini, storica dell'arte che collabora alla didattica dei Musei e che ha curato le precedenti edizioni.

L'iniziativa è promossa dai Musei Comunali di Rimini, Ente di Formazione accreditato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Impara l'arte VIII Edizione

Il fascino del colore

a cura di Michela Cesarini

I Incontro

Un'arte realista. Il colore nel mondo antico

Museo della Città, 17 febbraio 2010, ore 17

 

Il corso, in quattro appuntamenti di 2 ore ciascuno, proseguirà:

·         mercoledì 24 febbraio ore 17: Oro e pigmenti colorati nel medioevo e nell'età moderna

·         mercoledì 3 marzo ore 17: Kandinskij ed il colore nel Novecento

·         mercoledì 10 marzo ore 17: Giocare con il colore. Lezioni e laboratori al Museo della Città

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -