Rimini, in Provincia lo scottante caso del Palas: "E' un problema di forma"

Rimini, in Provincia lo scottante caso del Palas: "E' un problema di forma"

Rimini, in Provincia lo scottante caso del Palas: "E' un problema di forma"

RIMINI - Nella seduta di Consiglio Provinciale di giovedì sbarca il caso del Palas di Rimini, con l l'audizione del Presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni. Il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, ha sottolineato nella sua introduzione come "se sulla base di verifiche tecniche compiute siano scaturiti errori nel passaggio realizzativo dunque è logico e corretto che gli organi autorizzativi e inquirenti verifichino l'applicazione delle normative vigenti all'infrastruttura".

 

Sempre Vitali: "Il lavoro e il dialogo tra Società dei Congressi, impresa realizzatrice, Procura di Rimini, Servizio tecnico di Bacino deve procedere nei tempi e nei modi più giusti e sereni. Io sono sicuro che questo avverrà, così come resto convinto della validità dello sforzo economico compiuto da questo Ente e da questo Consiglio a sostegno della scelta sul nuovo Palazzo dei Congressi".

 

Ha preso poi la parola il Presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni, accompagnato per l'occasione da Gianni Piacenti, membro del cda della Fiera e della Società del Palacongressi. Cagnoni ha voluto da subito porre l'attenzione su alcuni concetti utili per una corretta analisi della vicenda; "Tempi, costi e qualità sono i tre parametri di riferimento sui quali si dovrebbe giudicare il Palas. Sono aspetti, non di dettaglio, che vanno considerati per un giudizio serio e nel merito. Sui costi è doveroso sottolineare l'impiego esclusivo di risorse locali che, a differenza di altre grandi opere (vedi il "palazzo del cinema di Venezia") che hanno beneficiato di ingenti risorse da parte dello Stato".

 

"Sui tempi eravamo in linea con il programma, abbiamo realizzato in tre anni una grande opera. La media, in Italia, per opere di questo livello è di dieci anni. La qualità è sempre stato il nostro riferimento, dal momento che l'ambizione di questa opera è di carattere internazionale". Il Presidente di RiminiFiera ha poi fatto qualche precisazione di merito sulla tipologia di contratto utilizzato che "prevede la figura del contraente generale e la chiusura dei lavori "chiavi in mano" del pala congressi, con tutte le certificazioni. Dico questo per contrastare le voci che sento in giro su presunti scaricabarile di responsabilità da parte nostra sulla ditta appaltatrice. I livelli di responsabilità sono tutti evidenziati chiaramente, nel contratto, e su quelli dobbiamo basarci se vogliamo seriamente analizzare la vicenda nel merito".

 

Capitolo sicurezza: "Nel cantiere, prima delle cinque da parte della Procura, abbiamo ricevuto ben 11 visite del genio civile, l'ultima il 19 agosto con parere favorevole. Non ho nessun problema quindi nell'affermare che non è in discussione la sicurezza e la stabilità dell'edificio. Esiste però un problema di forma che non si può trascurare e va affrontato con la massima attenzione, serenità e accuratezza. Al momento vi è grande solerzia e collaborazione tra Impresa e Genio Civile per trovare una soluzione tecnica e progettuale, che è quella che auspichiamo noi. Il timore invece è quello che la soluzione debba transitare attraverso modalità e tempi legati alla burocrazia, che rischierebbero di far slittare di troppo tempo l'apertura del Palas. Il mio, il nostro interesse, quello di tutto il territorio, è invece che apra, in regola e in sicurezza, il prima possibile".

 

Il Consigliere Oronzo Zilli insiste invece "sulla concertazione dell'iter, dei tempi e dei costi. Ad oggi non è stato così, ci aspettiamo più attenzione e trasparenza su una vicenda così delicata". Per Vittoria Vitale, Capogruppo dell'Italia dei Valori "questa vicenda denota come nella comunità riminese vi sia una grande domanda di trasparenza. Siamo soddisfatti della relazione di Cagnoni, anche se concordo con Nanni su un diverso e più puntuale utilizzo della comunicazione. Chiediamo più attenzione sulla trasparenza". Il Capogruppo del PD Sergio Funelli invece sottolinea come " se tutti siamo stati d'accordo quando siamo partiti con il Palas, oggi qualcuno mi sembra invece stia giocando una partita diversa. Se siamo d'accordo che il Palas è prioritario dobbiamo trovare il metodo migliore per sbloccare la vicenda. Difenderlo, come noi facciamo con convinzione, o usarlo a proprio parziale tornaconto e come oggetto di rivalsa politica. Bisogna dire da che parte stiamo, senza tatticismi. Nessuno, neanche noi, banalizziamo l'accaduto e siamo preoccupati. Però siamo anche orgogliosi di quanto fatto e pronti a lavorare, insieme a tutti, per risolvere la vicenda nei tempi dovuti".

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