Rimini: inchiesta sul centro occupato 'Paz', tensione in Comune

Rimini: inchiesta sul centro occupato 'Paz', tensione in Comune

Rimini: inchiesta sul centro occupato 'Paz', tensione in Comune

RIMINI - Palme secche, lavavetri, barriere anti-rumore in vista della stagione estiva, mitigazione delle linee elettriche, mercati cittadini. Diversi gli argomenti toccati giovedì sera in Consiglio comunale a Rimini, ma nemmeno un accenno all'inchiesta della Procura che, tra gli altri, coinvolge il sindaco Alberto Ravaioli e due suoi assessori (Andrea Zanzini e Vittorio Buldrini) per l'occupazione di una scuola locale da parte del centro sociale 'Laboratorio Paz'.

 

Diversi esponenti del centro-destra avevano fatto capire fin dal pomeriggio che sull'inchiesta 'Paz' non avrebbero infierito, e cosi' e' stato. "Nei confronti degli accadimenti specifici e' stato assunto, da parte nostra, un atteggiamento che non comportasse alcun rischio per l'incolumita' personale sia

degli occupanti, sia di coloro che avevano il compito di fare terminare l'occupazione". Sta in queste parole del sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, la 'difesa' dopo la notizia dell'avviso di fine indagini sui vari reati ipotizzati per l'occupazione di una scuola da parte del centro sociale 'Laboratorio Paz'.

 

Sotto la lente della Procura ci sono una ventina di persone tra cui, oltre allo stesso Ravaioli, i suoi assessori 'di sinistra' Andrea Zanzini e Vittorio Buldrini. A palazzo Garampi, comunque, non si parla d'altro. Ravaioli nel vertice con i capigruppo di maggioranza, dalle 14,30, ha affrontato subito la questione, e inizialmente non aveva escluso di intervenire ufficialmente nella seduta di Consiglio comunale a partire dalle 18. Ma, come nel caso di una conferenza stampa in un primo tempo annunciata, e' uscito un nulla di fatto.

 

Chi gli ha parlato, comunque, non esita a descrivere un sindaco "amareggiato", che quasi fatica a spiegarsi come in un momento cosi' delicato (le difficolta' di bilancio e i distinguo nel centrosinistra sul relativo dibattito in Consiglio,sono solo l'ultima spina) possa arrivare una mazzata del genere su una partita ritenuta gia' chiusa.

 

Intanto, si fanno sentire i partiti. Il consigliere regionale del Pdl, Marco Lombardi, dice di voler

rimanere "sul piano politico ma non giudiziario" e attacca: "Dai fatti, del resto gia' ampiamente noti e da noi piu' volte denunciati, emerge che l'amministrazione per sette anni ha tollerato che un gruppetto di ragazzi simbolo di una certa sinistra trasgressiva occupasse abusivamente una struttura  pubblica danneggiandola e consentendo loro di usare impunemente l'energia elettrica senza pagarla".

 

Lombardi infierisce: "Varie associazioni tra cui gli ex carabinieri e gli ex militari da tempo chiedono al Comune una sede. Ma ai servitori dello Stato si oppongono ragioni burocratiche, mentre ai centri sociali si concede tutto e si chiude anche un occhio". Il leader pidiellino chiude rifacendosi al merito della vicenda in questi anni: "I ragazzi del 'Laboratorio Paz' per sette anni hanno vissuto nell'illegalita' con il sostegno, pare, dell'amministrazione, mentre i ragazzi di Forza Nuova, protagonisti di un tentativo di attivita' certamente illegale, sono stati arrestati e sottoposti a trattamento di massima sicurezza".

 

All'estremo opposto il partito di Zanzini, Sinistra Ecologia Liberta', ribadisce fiducia alla Giunta e in particolare allo stesso assessore all'Ambiente "che si e' prodigato per tenere vivo il dialogo tra le istanze poste dai giovani del Paz e i doveri dell'amministrazione". Sel chiude "nell'auspicio che la  magistratura verifichi al piu' presto i fatti", ma si dice sicura che "la vicenda si risolvera' accertando la buona fede e l'operato responsabile e civile degli amministratori che hanno tentato in tutti i modi di far rispettare la legalita' senza affidarsi alla sola repressione ed ai rischi ad essa conseguenti".

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