Rimini, infuria la polemica sul 'Sigismondo d'oro' a San Patrignano

Rimini, infuria la polemica sul 'Sigismondo d'oro' a San Patrignano

Rimini, infuria la polemica sul 'Sigismondo d'oro' a San Patrignano

RIMINI - "Le scriviamo perche' contrari all'assegnazione del Sigismondo d'Oro a San Patrignano. Il nostro essere contrari non e' legato a forze politiche ne' tantomeno lo e' per il dubbio modo in cui gli e' stato assegnato. Siamo contrari perche' li' dentro e' stato ucciso Roberto Maranzano. E Vincenzo Muccioli sapeva". Giuseppe Maranzano e Sebastiano Gendel, parenti di alcune delle persone legate al cosiddetto 'delitto di San Patrignano', scrivono una lettera al sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli.

 

Quest'anno il sindaco ha assegnato il premio Sigismondo d'Oro proprio alla comunita' di recupero onlus fondata da Vincenzo Muccioli (oltre che alla Fondazione San Giuseppe). Il figlio di Giuseppe Maranzano e il fratello di Natalia Berla si rivolgono al sindaco per contestare l'assegnazione e  annunciano che saranno a Rimini dal 20 al 22, proprio nei giorni della consegna del Sigismondo (in programma il 21 dicembre in occasione del saluto istituzionale di fine anno). In particolare, Maranzano e Berla sono attesi all'iniziativa pubblica promossa da Sinistra Ecologia Liberta' (non solo) sul 'caso' San Patrignano il giorno prima della consegna del premio, a partire dalle 16 nella sala degli Archi di piazza Cavour.

 

I consiglieri comunali di Sel e della Federazione della Sinistra (oltre a Fabio Pazzaglia, il dissidente del Pd candidato sindaco con Sel) non parteciperanno alla cerimonia del Sigismondo ma al presidio che, in contemporanea, la stessa Sel si appresta ad organizzare in piazza Cavour. Nella loro missiva a Ravaioli, Maranzano e Berla sfogliano archivi e atti processuali ricordando che "da li' dentro, oltre Roberto, non sono usciti fuori con le proprie gambe tanti altri ragazzi tra cui Natalia e Rosalba, 'indotte' al suicidio. Certo sono fatti accaduti tanti anni fa e molti hanno dimenticato ma noi no".

 

Puntando il dito sugli "interessi" della comunita' di recupero riminese, Maranzano e Berla ribadiscono che nelle loro parole "c'e' solo indignazione per l'ennesima santificazione di quella 'collina piena di spiriti'. La politica non e' un mondo che ci appartiene". Auspicando una risposta, i due si rivolgono personalmente a Ravaioli: "Ci auguriamo voglia incontrarci a Rimini per spiegarci le motivazioni che l'hanno indotta ad assegnare questo premio peraltro senza unanimita': saremo nella sua citta' dal 20 al 22 dicembre".

 

Intanto, Sel e Pazzaglia si preparano all'incontro alla sala degli Archi. Paolo Severi, coordinatore comunale vendoliano, precisa che "l'iniziativa non vuole essere contro qualcuno: ci si pone unicamente l'obiettivo di ripristinare la memoria storica anche attorno ai fatti di San Patrignano, una comunita' che a nostro giudizio riceve un premio non meritato". Pazzaglia ricorda che "ci sono altre comunita' di recupero nel territorio meritevoli di attenzione, come quella di Vallecchio".

 

Severi sul tema di questa memoria incalza il Pd: "Al teatro degli Atti i candidati Tiziano Arlotti e Nando Fabbri si sono detti favorevoli all'assegnazione del Sigismondo a San Patrignano, Andrea Gnassi ha espresso una riserva. Io credo che tra il gruppo dirigente del Pd e la sua base ci sia piu' di una divergenza sul concetto di memoria, questa vicenda lo dimostra".

 

Da parte del sindaco è questo il commento: "Il Sigismondo d'Oro alla comunita' di San Patrignano e alla Fondazione San Giuseppe e' stato gia' deciso ed e' confermato. Detto questo, io ho sempre incontrato tutti, non vedo perche' non dovrei farlo anche in quest'occasione. Comunque, prima di ogni valutazione voglio entrare nei dettagli della questione, che ancora non conosco". (Dire)

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