Rimini, Kent Nagano e la Bayerisches Staatsorchester alla Sagra Malatestiana

Rimini, Kent Nagano e la Bayerisches Staatsorchester alla Sagra Malatestiana

RIMINI - Sarà il carisma di Kent Nagano alla guida della blasonata Bayerisches Staatsorchester, con un programma musicale in esclusiva italiana, a chiudere domenica 19 settembre all'Auditorium  Palacongressi di Rimini (via della Fiera, 52) alle ore 21 il cartellone sinfonico della 61. ma Sagra Musicale Malatestiana. Cala il sipario sulla rassegna che ha visto avvicendarsi orchestre, direttori e solisti di fama internazionale accolti sempre da un pubblico numerosissimo e caloroso. Nagano e l'orchestra di cui è direttore musicale eseguiranno un programma che, accostando la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner alle Metamorphosen per 23 archi solisti di Richard Strauss, riflette l'intera gamma di storia di quello che è uno dei più antichi complessi tedeschi, la sua identità musicale e l'interazione della sua lunga tradizione con l'epoca moderna.


Pagina tra le più note del compositore austriaco, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore fu scritta tra il 1881 e il 1883. Con tale lavoro il più che sessantenne Bruckner colse uno dei maggiori successi della sua vita e da lì in poi il suo nome verrà accostato a quello dei grandi del sinfonismo austrotedesco. La prima esecuzione della Sinfonia n. 7, avvenuta a Lipsia il 30 dicembre 1884 diretta da Arthur Nikisch, fu solo la prima di una serie di trionfanti repliche. Nell'Adagio il compositore volle inserire un omaggio a Richard Wagner, per il quale nutriva grande ammirazione. Omaggio che si tramutò in vera e propria commemorazione nel momento in cui Bruckner, impegnato nella composizione del movimento, fu raggiunto dalla notizia della morte di Wagner, il 13 febbraio 1883. Inserì così una coda funebre affidata e conclusa da tube e corni, con una lunga frase dei violini a fare da ponte.


Metamorphosen, indicato in maniera riduttiva come uno "Studio per ventitré archi solisti" è invece un'enorme, magmatica marcia funebre per archi nella quale un anziano Richard Strauss innesta la sua mai esaurita capacità compositiva ad un dolente ed estremo saluto al mondo distrutto dal secondo Conflitto Mondiale. La partitura fu scritta a Garmisch, residenza del compositore, tra il 13 marzo e il 12 aprile 1945, e dedicata al direttore d'orchestra Paul Sacher e al suo Collegium Musicum, interpreti della prima esecuzione che ebbe luogo a Zurigo il 25 gennaio 1946. Il lavoro si presenta come un'ininterrotta e inquieta metamorfosi di due incisi tematici di otto battute ciascuno, il secondo dei quali è tratto dal tema della Marcia funebre dell'Eroica di Ludwig van Beethoven. In corrispondenza dell'inizio della citazione, sotto il pentagramma dei contrabbassi, sulla partitura si può leggere «In memoriam!». Anche qui, come nella sinfonia di Bruckner, un omaggio ad un altro compositore sentito come modello non solo musicale, ma forse in questo caso anche etico.

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