Rimini: l’affido porta sorrisi, nuovo ciclo di incontri

Rimini: l’affido porta sorrisi, nuovo ciclo di incontri

RIMINI - Ci sono bambini ed adolescenti che vivono in famiglie che non sono in grado di occuparsi di loro. Per questi ragazzi essere accolti per un periodo in una famiglia affidataria significa poter crescere in un ambiente sereno con risposte ai loro bisogni. Da qui il titolo della campagna: "L'affido porta sorrisi" promossa dall'assessorato Politiche sociali della Provincia di Rimini e dall'Azienda Usl, Modulo tutela minori, e finanziata dalla regione Emilia Romagna.


Da marzo partirà la seconda fase della campagna, iniziata ad ottobre, che comprende nove incontri informativi nei diversi comuni del territorio fatti in collaborazione con le associazioni "Famiglie per l'accoglienza" e "Comunità Papa Giovanni XXIII.

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Il primo appuntamento è per martedì 3 marzo, alle 21, alla Curia vescovile (sala di Santa Colomba) in via IV novembre 35 a Rimini. n ogni incontro, un esperto illustrerà le diverse tipologie di affido (consensuale e giudiziale, residenziale e diurno), i requisiti e i compiti della famiglia affidataria, l'iter che viene seguito, il sostegno previsto da parte dei Servizi e delle associazioni di volontariato, ecc. Accanto agli operatori saranno poi presenti famiglie affidatarie che racconteranno la loro esperienza.

I prossimi appuntamenti in calendario saranno: ancora a Rimini il 10 marzo, a Bellaria (17), Poggio Berni (24), poi ci si sposterà a Rimini Sud con San Giovanni in Marignano (31), Saludecio (7 aprile), Coriano (21), Montefiore Conca (28) per chiudere ancora a Rimini (6 maggio) con un incontro realizzato in collaborazione con Università Aperta.  Il programma completo è visionabile sul sito www.provincia.rimini.it/progetti/sociale

"L'obiettivo della campagna - afferma Fabrizio Piccioni, assessore provinciale alle Politiche Sociali - è creare una cultura dell'affido, ampliando la sensibilità e l'informazione sull'argomento e diffondendo i valori che ne sono alla base: accoglienza, sostegno alla genitorialità e solidarietà. L'affido in famiglia, rispetto alla collocazione del minore nelle strutture, dà la possibilità al bambino di continuare a vivere in un ambiente intimo circondato da adulti di riferimento che lo accompagnano per un periodo, garantendogli cura, affetto ed educazione. L'affido è un aiuto prezioso anche per la famiglia di origine del minore. Chi decide, o accetta, di dare il proprio figlio in affido non significa che non gli vuole bene, ma che non è in grado, in quel periodo della propria vita, di crescerlo rispondendo ai suoi bisogni di bambino. Si tratta di famiglie, in molti casi composte da un solo genitore, bisognose loro stesse di una guida. L'affidamento dà loro il tempo di affrontare e risolvere i problemi per poter riaccogliere loro figlio". Secondo l'ultima rilevazione del Centro nazionale di documentazione per l'infanzia e l'adolescenza sono circa 13.000 i minori in affido in Italia e più della metà ha tra i 12 e i 17 anni. Nella Provincia di Rimini, nel 2008, sono stati 103 i bambini e gli adolescenti seguiti dai Servizi Sociali e dati in affidamento: 59 nel Distretto di Rimini Nord e 44 nel Distretto di Rimini Sud.

L'affido consiste nell'accoglienza temporanea di un minore presso una famiglia diversa dalla propria nei casi in cui i genitori attraversano una situazione di difficoltà e non sono in grado di prendersi cura di lui in modo adeguato rispondendo ai suoi bisogni materiali ed affettivi. Per questi bambini e ragazzi essere accolti in una famiglia affidataria significa avere degli adulti di riferimento capaci di accompagnarli nella crescita garantendo loro cura, affetto, educazione e serenità. 

Possono diventare famiglia affidataria coppie sposate o conviventi, con o senza figli, e anche persone singole. Non esiste un limite età. Possono aver bisogno di una famiglia affidataria neonati, bambini o bambine di pochi anni, che frequentano la scuola materna o elementare o la scuola media; oppure essere più grandi ed avere fino a diciassette anni compiuti. Possono essere italiani o stranieri. Possono essere sani o avere problemi di salute o di disabilità più o meno gravi. Per informazioni: tel. 0541 716252 (Provincia, Servizio Politiche sociali).

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