Rimini: l’Isola delle Rose torna dopo 40 anni

Rimini: l’Isola delle Rose torna dopo 40 anni

RIMINI - Quella dell'Isola delle Rose è una delle storie più bizzarre e affascinanti che Rimini e la riviera romagnola abbiano mai vissuto. Una vicenda che torna in vita dopo quarant'anni, grazie al film documentario "Insulo de la Rozoj - La libertà fa paura", realizzato da Cinematica e che verrà proiettato a Rimini mercoledì 1 luglio 2009 alla Corte degli Agostiniani.

 

Il primo maggio del 1968 un ingegnere bolognese, Giorgio Rosa, proclama uno stato indipendente su una piattaforma in ferro da lui stesso costruita sei miglia al largo di Rimini, in acque internazionali. Nei mesi successivi, quel tratto di mar Adriatico di fronte a Torre Pedrera è al centro di un caso internazionale. L'impresa di Giorgio Rosa suscita da una parte grandi timori, dall'altra sogni e speranze. Giornali e televisioni di mezzo mondo mandano i loro giornalisti a Rimini per indagare sulla neonata repubblica. I turisti intanto fanno la fila per salire sulle imbarcazioni a vela che organizzavano le gite in mare attorno alla piattaforma. La lingua ufficiale adottata è l'Esperanto e proprio  in esperanto vengono contrassegnati i francobolli emessi dall'Isola delle rose o, meglio, dal Libera Teritorio de la Insulo de la Rozoj.

 

Nel corso di quell'estate del 1968 anche il parlamento italiano discute due interrogazioni presentate su quello che viene definito "il caso dello stato burletta nato nelle acque dell'Adriatico". A un paio di mesi dalla proclamazione dell'indipendenza, le forze militari italiane occupano la piattaforma e proclamano lo stato di "embargo". Ogni tentativo di Giorgio Rosa di salvare la piattaforma e il suo sogno si rivelano vani. A Rimini arrivano gli uomini della marina militare e, nel febbraio del 1969, l'isola scompare in mare.

 

Il film documentario presentato da Cinematica, diretto da Stefano Bisulli e Roberto Naccari e scritto dai due registi con Giuseppe Musilli e Vulmaro Doronzo, ripercorre la storia dell'Isola delle Rose attraverso un lavoro di ricerca attento minuzioso, con numerose interviste realizzate in giro per l'Italia e l'Europa, rintracciando testimoni e protagonisti di quelle vicende. Un lavoro che ha portato alla luce foto e video inediti, documenti e lettere di cui si ignorava l'esistenza.

Il documentario sull'Isola delle Rose è stato anche l'occasione per indagare il clima di un'epoca: la Rimini e la riviera romagnola degli anni Sessanta e del turismo di massa, una nazione, l'Italia, che sta vivendo le turbolenze del Sessantotto e un mondo spaccato in due dalla Guerra fredda. Un affresco di un periodo storico, filtrato attraverso una delle imprese più utopiche e affascinanti che un uomo possa immaginare: realizzare il "proprio" stato.  

 

Fondamentale in quest'ottica è stata la collaborazione nata con la Cineteca di Rimini e con l'Archivio fotografico della Biblioteca Gambalunga di Rimini. Grazie al lavoro di queste due strutture sono stati individuati e restaurati i filmati e le fotografie che Davide Minghini, lo storico fotoreporter riminese, aveva realizzato nel corso dei suoi servizi sull'Isola delle Rose. Alla sua morte, l'archivio Minghini è stato donato dagli eredi alla biblioteca riminese ed è lì che sono stati ritrovati i materiali che impreziosiscono il film documentario di Cinematica. 

Altro materiale d'archivio di fondamentale importanza per ricostruire la storia dell'Isola è quello messo a disposizione dalla famiglia Rosa, anche questo costituito da fotografie, filmati e documenti. Materiali inediti sono stati rinvenuti in Germania, a Monaco di Baviera, dove Rudy Wolfgang Neumann, l'imprenditore tedesco che era stato nominato "ambaciatore" dell'Isola delle Rose, ha conservato filmati, immagini, giornali internazionali e una serie di lettere giunte dai cittadini di mezza Europa.

 

Altra documentazione filmata giunge dagli archivi dei "Film di cassetto" della Cineteca di Rimini, da quelli di "Home Movies" di Bologna, dell'Eni e della Red Bull.

Dodici mesi di indagini e ricerche, con più di 40 ore di riprese, che sono state condensate nei sessanta minuti del film documentario "Insulo de la rozoj - La libertà fa paura", che viene presentato in anteprima nazionale a Riminimercoledì primo luglio alle 21.15alla Corte degli Agostiniani con ingresso libero.

 

La proiezione fa parte della programmazione di "Agostiniani Estate" della Cineteca del Comune di Rimini e del cartellone di "Assalti Al Cuore", manifestazione quest'ultima che dedica l'intera giornata del primo luglio all'Isola delle Rose presentando, oltre al film documentario, altri due appuntamenti, alle 18.15 e alle 23.00, basati sulle suggestioni create dalla storia dell'isola.

  

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