Rimini, l'8% degli imprenditori in provincia sono stranieri

Rimini, l'8% degli imprenditori in provincia sono stranieri

Rimini, l'8% degli imprenditori in provincia sono stranieri

RIMINI - Nel primo semestre del 2010 nella Provincia di Rimini, si contano 35.591 aziende, di cui il 29,7% artigiane. La maggiore densità di imprese artigiane per Kmq si registra a Cattolica (100,2), Riccione (70,9), Morciano (55), Bellaria-Igea Marina (38,7), Rimini si assesta su un 28,5. Gli imprenditori riminesi complessivi ammontano a 59.127 unità di cui imprenditori stranieri sono 4.780 (l'8,1%), gli artigiani italiani e stranieri sono 14.741 di cui l'11,7% sono artigiani stranieri. Dal 2009 al 2010, tra le nuove iscrizioni nell'Albo delle aziende artigiane di Rimini si rileva che un'impresa artigiana su quattro è a titolaritàstraniera. 

 

Tuttavia, il 54,4% delle aziende artigiane italiane ha una presenza nell'albo ultradecennale, mentre il 71,4% di quelle straniere non supera il quinquennio. I dati sono contenuti nell'Osservatorio provinciale sull'immigrazione e l'imprenditoria.

 

Nel riminese, nei primi sei mesi dell'anno, si registrano 39 aziende totali in più rispetto allo stesso periodo del 2009, ma 269 imprese artigiane in meno (-2,5%). Il calo si evidenzia anche a livello regionale e nazionale.

Dati interessanti sono anche quelli relativi agl'imprenditori: il dato totale segna un -0,1%, mentre gli imprenditori stranieri aumentano del 2,6%, e gli artigiani registrano un -2,4%,.

 

E' cresciuto il numero delle attività immobiliari (+52) e delle attività dei servizi alloggio e ristorazione (+33), ma sono calate le imprese nei settori agricoltura, silvicoltura e pesca (-115) e manifatturiere (-48).

Nel comparto artigianale riminese, è aumentato il numero delle aziende dedite al noleggio, agenzie di viaggio, servizio di supporto alle imprese (+10) e ai servizi di informazione e comunicazione (+6 imprese), mentre calano le costruzioni (-134) e le attività manifatturiere (-55 imprese).

 

Le dinamiche dell'imprenditoria, oltre a confermare la crescita di imprenditori in ambito immobiliare (+ 79), mostrano una crescita anche nel campo della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (+45), ma un taglio netto tra i manifatturieri (-127) e in agricoltura, silvicoltura e pesca (-89).

In ambito artigianale calano di 180 unità gli imprenditori nelle costruzioni e di 88 unità nel manifatturiero.

Gli imprenditori stranieri crescono nel commercio al dettaglio e ingrosso,  riparazioni e autoveicolo e motocicli (+40) e nei servizi di alloggio e ristorazione (+32).

 

Seconda l'ultima rilevazione, su 130.000 addetti delle imprese riminesi, il 22,5% sono presso le imprese artigiane.

Ci sono 3,59 addetti per ogni impresa e 2.82 per ogni azienda artigiana.

 

Gli artigiani stranieri  rappresentano l'11,7% degli artigiani riminesi iscritti all'Albo e il rapporto tra artigiano uomo e artigiano donna è di 14 a 1.

L'analisi delle cittadinanze dei titolari d'impresa evidenzia un forte grado di concentrazione di sette Stati esteri di cittadinanza che, da soli, rappresentano l'84% degli artigiani stranieri nella provincia di Rimini: in testa Albania (42,7%), seguono Romania, Macedonia, Cina, Ucraina, Tunisia, Marocco.

Gli albanesi, in particolare, risultano molto attivi nel settore dell'arredamento, nell'edilizia e nell'installazione e manutenzione impianti, oltre che nei trasporti, nei servizi per l'igiene e la pulizia e nel settore del legno e delle fibre, ambito in cui sono molto attivi anche romeni.

I cinesi in prevalenza si dedicano al settore dell'abbigliamento, delle confezioni, pelli e cuoio.

 

Tra le aziende artigiane a titolarità straniera, il 75% opera nel comparto dell'edilizia, e a seguire ci sono i settori dell'arredamento (4,9%) e quello dell'abbigliamento (4,2%).

Tra le aziende artigiane a titolarità italiana quasi il 35% opera nel comparto dell'edilizia, un 12% nel settore dei trasporti e un 11,7% nellameccanica.

 

La cessazione nel 2010 di attività da parte degli italiani rappresenta 1/5 del loro totale; per gli stranieri questa quota rappresenta 1/10 del loro totale.

 

Gli artigiani italiani che hanno avviato una nuova attività durante il 1° semestre 2010 sono il 3,5% degli artigiani italiani attivi, mentre gli artigiani stranieri che hanno avviato una nuova attività durante il 1° semestre 2010 sono il 10% degli artigiani stranieri attivi.

Gli artigiani italiani che hanno cessato l'attività nel 1° semestre 2010 sono il 5,5% degli artigiani italiani attivi, gli artigiani stranieri che hanno cessato l'attività nel 1° semestre 2010 sono, invece, il 2,5% degli artigiani stranieri attivi.

Il rapporto tra "nuovi" artigiani e artigiani "cessati" è pari a 0,82 (4 nuove ogni 5 cessate) di cui 0,6 per gli italiani e 3,9 per gli stranieri: questo significa che ogni 2 italiani che escono dal sistema ne entra 1 mentre per gli stranieri ogni artigiano straniero che esce è sostituito da circa 4 nuovi ingressi.

 

 

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