Rimini: l'amministrazionechiede sforzo di 1 miliardo di euro per nuove fogne

Rimini: l'amministrazionechiede sforzo di 1 miliardo di euro per nuove fogne

Rimini: l'amministrazionechiede sforzo di 1 miliardo di euro per nuove fogne

RIMINI - Separare le acque bianche (piovane) da quelle nere (scarichi) in tutto il territorio comunale escluso il centro storico. Sopportare una "fatica" economica fra pubblico e privato pare complessivamente a 1 miliardo di euro (100 milioni di euro sono gia' stati investiti) in 20 anni. Lo chiede all'amministrazione di Palazzo Garampi il Consiglio comunale di Rimini nel corso della seduta fiume di giovedì sera centrata sul tema fognature e depurazione.

 

Nella proposta di delibera sottoscritta da tutta la maggioranza e da parte dell'opposizione (ci sono le firme di Pd, Sinistra Ecologia e Liberta', Idv, Prc, Verdi, Pri e Psi) si chiede un avvicendamento rispetto alla soluzione per il piano generale del sistema fognario di Rimini adottato a suo tempo con riferimento all'arco temporale 2005-2025.

 

In sostanza, con un ulteriore investimento di 900 milioni di euro si passerebbe dalla separazione della rete fognaria limitata all'area Rimini nord alla separazione totale con l'eccezione del centro storico. Al momento, ha spiegato l'ingegnere comunale Massimo Totti nel corso della sua relazione introduttiva di fronte ad un'aula gremita, la rete di Rimini nord e' separata al 40%, quella di Rimini sud al 15%.

 

In tutto questo i gruppi consiliari in questione chiedono alla Giunta di predisporre, in particolare, il Piano di fattibilita' per la salvaguardia delle acque del mare "entro un anno" e comunque "prima dell'approvazione del Bilancio 2011". Tra le altre richieste, c'e' l'impegno a non costruire nuove condotte a mare se prima non sono state realizzate le vasche di prima pioggia, incluso il loro impianto di monitoraggio, e se non e' stato predisposto un piano di manutenzione della condotta.

 

Promuovendo ogni iniziativa utile, e' il rilievo, "a sollevare gli utenti da oneri indebiti". L'eccezione in aula la fornisce il Pdl che, come ha annunciato a margine dei lavori, dal suo capogruppo Alessandro Ravaglioli, si è astenuto: "Pur condividendo la proposta di separare le reti, nel testo ci sono troppi richiami alla politica portata avanti fino a oggi, che giudichiamo negativamente".

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