Rimini, l'avvocatessa è stata massacrata a coltellate

Rimini, l'avvocatessa è stata massacrata a coltellate

Rimini, l'avvocatessa è stata massacrata a coltellate

RIMINI - Non è stato il dardo lanciato dalla balestra ad uccidere Monica Anelli, l'avvocatessa assassinata venerdì dallo zio Stefano Anelli. E' quanto emerge dall'autopsia disposta dalla Procura di Rimini. Ad uccidere la quarantenne sarebbero state le coltellate inflitte in un secondo tempo dallo zio. L'avvocatessa è deceduta sul colpo. Non sono emerse novità dall'esame eseguito sul corpo dell'ingegnere, suicidatosi dentro la sua auto. Fatale è stato il colpo di fucile.

 

L'autopsia ha ricostruito una dinamica diversa da quella iniziale. Monica Anelli è stata prima colpita con una freccia che le ha trapassato un polmone. Lei ha tentato di fuggire nelle scale, sperando di riuscire a guadagnare l'uscita, ma non ce l'ha fatta. Lo zio l'ha finita con un coltello rudimentale che lui stesso aveva costruito, e non con le cesoie da giardino, come era parso invece in un primo momento. Quattro-cinque colpi quasi tutti vibrati in punti vitali, tra cui il cuore. Al capo l'avrebbe invece colpita con altri oggetti.

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