RIMINI - La bella utopia domani al teatro Novelli

RIMINI - La bella utopia domani al teatro Novelli

RIMINI - Martedì 20 novembre 2007, al Teatro Ermete Novelli di Rimini, in via Cappellini, 3 (ore 21, abbonamento Turno D), è in programma La bella utopia. Lavoratori di tutto il mondo ridete di e con Moni Ovadia e con Lee Colbert, Maxim Shankov e la Moni Ovadia Stage Orchestra (Luca Garlaschelli, contrabbasso; Janus Hasur, violino; Massimo Marcer, tromba; Albert Mihai, fisarmonica; Vincenzo Pasquariello, pianoforte; Paolo Rocca, clarinetto; Emilo Vallorani, flauti e percussioni).

Le scene e costumi sono di Elisa Savi, il repertorio video di Andrea Bocca, il suono di Mauro Magiaro e la direzione musicale di Emilo Vallorani.

La bella utopia, ovvero il mito disilluso del comunismo. Uno spettacolo di canzoni, musiche, memorie, tracce poetiche, confessioni, icone, immagini che schizzano la memoria di quello stato perduto che era l’Unione Sovietica, una nazione popolata da donne e uomini che in quel tempo e in quello spazio vissero, morirono, amarono, soffrirono, gioirono e sperarono e che da quello stato vennero ingannati, traditi nelle loro convinzioni più profonde.


“Mi interessano gli uomini, ho una vera passione per gli sconfitti e i diseredati, perché sono le vittime che fanno la storia - afferma Moni Ovadia. Gli ebrei russi, sia come intellighenzia che come proletariato svolsero un ruolo di primissimo piano nelle rivoluzioni russe, sia in quella fallita del 1905, sia in quella vittoriosa del 1917. Gli antisemiti anticomunisti, i fascisti e i nazisti di ogni risma videro negli ebrei tout court gli untori di ogni processo rivoluzionario comunista, ma gli ebrei comunisti furono fra le vittime dello stalinismo i più atrocemente traditi. L’Unione sovietica era stato il primo, fra tutti i paesi del mondo, a dichiarare l’antisemitismo crimine contro lo stato, ma Stalin negli ultimi anni della sua dittatura, alla fine degli anni ’40, scatenò una vera e propria campagna antisemita che culminò con il progetto di deportare tutti gli ebrei nel Birobigian, un territorio ai confini con la Cina, un vasto gulag cinicamente travestito da repubblica sovietica ebraica”.


Moni Ovadia incontrerà il pubblico prima dello spettacolo al Ridotto del Teatro Novelli (ore 17.30, ingresso libero) con una serie di riflessioni sul tema Due stelle: ebrei e comunisti.

Per informazioni:

Teatro Ermete Novelli tel. 0541/24152, biglietteria aperta dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 14.

Nei giorni di spettacolo la biglietteria apre alle ore 19.30.

Istituzione Musica Teatro Eventi -tel. 0541/704292 – 704293.

www.teatroermetenovelli.it

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