Rimini, la Lega torna all'attacco sul palas: "Rischioso in caso di sisma"

Rimini, la Lega torna all'attacco sul palas: "Rischioso in caso di sisma"

Rimini, la Lega torna all'attacco sul palas: "Rischioso in caso di sisma"

RIMINI - "Il comportamento delle strutture dell'edificio verrebbe sostanzialmente stravolto in caso di sisma". Tra gli altri problemi, "una percentuale notevole di barre, orizzontali e verticali che non sarebbero state disposte nei setti in conglomerato cementizio armato". A questo punto, si chiede di "estendere" le verifiche tecniche e di passare al setaccio "l'intera vicenda Palas". In particolare, sarebbe opportuno "verificare sulla legittimita' del collaudo statico". La Lega Nord a Rimini torna a bussare alle porte della Procura sulla vicenda del nuovo palazzo dei congressi.

 

Per la verifica, il Carroccio, indica che "deve necessariamente essere affidato ad un professionista scelto tra una terna di nomi forniti dall'Ordine degli Ingegneri di Rimini e non piu' liberamente dal

Committente". Il palas è tuttora sprovvisto della conformita' antisismica e bloccato a data da destinarsi da una perizia dei consulenti della magistratura. Al procuratore capo Paolo Giovagnoli scrive in queste ore il parlamentare Gianluca Pini, che sollecita di nuovo l'autorita' giudiziaria sull'affaire Palas dopo gli esposti dei mesi scorsi (uno in Procura e uno alla Corte dei Conti) preparati in compagnia del consulente ingegnere Luca Gallini.

 

Pini premette che le posizioni dei vertici di Rimini Fiera apparse sui media "vorrebbero il problema oramai risolto e l'apertura solamente correlata a soli problemi di natura burocratica", ma, secondo il Carroccio, bisogna andare a fondo. Questo considerate "le ulteriori informazioni pervenuteci successivamente al deposito del primo esposto ed esaminate criticamente con l'ausilio dello stesso supporto tecnico specialistico di cui mi sono avvalso fin dall'inizio", precisa il

deputato leghista.

 

Tenendo presente che l'edificio Palas e' "composto da parti strutturali con deformabilita' molto diversa l'una dalle altre", Pini lo scandisce: "Ci e' stato riferito tramite segnalazione di soggetto che ha preteso l'anonimato che alcuni giunti tecnici, la cui esecuzione a regola d'arte sarebbe risultata particolarmente onerosa, non sarebbero stati realizzati come da progetto. E pertanto, specie in caso di sisma, il comportamento dell'edificio e la capacita' di salvaguardare le persone potenzialmente presenti verrebbe gravemente compromessa".

 

Se la notizia fosse vera come sembra, prosegue il segretario romagnolo del Carroccio, "il comportamento delle strutture dell'edificio verrebbe sostanzialmente stravolto in caso di sisma: la dovizia di particolari rende a nostro avviso l'informazione credibile". Ma non e' tutto: "Da piu' fonti e' poi pervenuta la segnalazione che la deficienza di barre di armatura da disporre per norma e come da progetto nelle strutture in conglomerato cementizio armato non riguarderebbe solo i pilastri sino ad oggi indagati (staffe mancanti). Cosa ben piu' grave, riguarderebbe ed in modo significativo- precisa Pini- anche i setti che costituiscono i nuclei maggiormente deputati all'assorbimento delle azioni in caso di sisma". Insomma, il cuore del Palas.

 

"Ci e' stato riferito- prosegue il leghista forlivese- di una percentuale notevole di barre, orizzontali e verticali che non sarebbero state disposte nei setti in conglomerato cementizio armato. Poiche' tutti hanno scelto di rimanere nell'anonimato, abbiamo operato una prudente valutazione sull'attendibilita' delle informazioni". Dato che "e' stata palesata dai dirigenti del Palacongressi la precisa volonta' di non consentire verifiche a terzi", e' la frecciata del deputato, a fare luce sia ancora una volta la magistratura. (Dire)

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