Rimini, la ricetta della Camera di Commercio: ''Valorizzare eccellenze locali''

Rimini, la ricetta della Camera di Commercio: ''Valorizzare eccellenze locali''

Rimini, la ricetta della Camera di Commercio: ''Valorizzare eccellenze locali''

RIMINI - Stipendi non pagati, dipendenti sfrattati e gestioni 'ballerine'? Contro gli abusi negli hotel della riviera, la valorizzazione delle tipicita' e delle eccellenze del territorio puo' essere un antidoto. Lo ha affermato il presidente della Camera di commercio riminese, Manlio Maggioli, presentando la nuova iniziativa dell'ente camerale di via Sigismondo per promuovere "la tradizionale vocazione all'accoglienza" degli albergatori rivieraschi.

 

"Gli episodi degli ultimi giorni sono molto negativi - ha esordito Maggioli -. Non sappiamo che 'sapore' abbiano queste gestioni, chi gestisce questi hotel. Gli alberghi possono essere ben gestiti da tutti, anche da parte di non riminesi o non romagnoli: l'importante e' puntare sulla tipicita', noi siamo pronti ad aiutare chi e' serio".

 

I casi di dipendenti non in regola, o addirittura non pagati o 'allontanati', sono "un brutto segnale non solo dal punto di vista sindacale, ma turistico ed economico in generale", ha rimarcato il presidente camerale. Maggioli ha affermato di non possedere nuovi elementi per capire quanto le 'gestioni allegre' siano diffuse in provincia o per conoscerne gli eventuali nessi ad attivita' criminose come il riciclaggio: "Abbiamo a che fare con questi segnali di allarme, ma ancora non sappiamo bene quale 'platea' ci sia dietro: chi di dovere se ne occupera'. In ogni caso, diciamo no a chi arriva a Rimini per gestire alberghi senza saperlo fare, magari con mezzi poco noti".

 

Intanto, la Giunta della Camera riminese lancia un invito a migliorare servizi e standard qualitativi. Per il 2010 c'e' un fondo di 50.000 mila euro, incrementabile, da destinare al sostegno di progetti realizzati da raggruppamenti di alberghi tipici e di qualita'. Ciascun aderente potra' diventare ambasciatore di tutto il territorio dal mare alla collina: offrendo ai turisti prodotti tipici (olio, vino, salumi, pane) provenienti direttamente dal territorio romagnolo o facendo da 'vetrina' ai manufatti artigianali.

 

Il potenziale bacino e' anzitutto quello degli alberghi fino a tre stelle: la Camera di commercio calcola che nel 2009, tra i 2.200 hotel complessivamente attivi nel riminese, si sono attestati a quota 1.900 circa (239 quelli a una stella, 522 quelli a due, 1.222 quelli a tre). "Per carita', il mercato e' aperto. Ma il ricorso continuo ed esclusivo a prodotti extraterritoriali e' un errore.

 

Ormai qui da noi e' difficilissimo trovare l'olio dei colli di Rimini e scegliere tra piu' Sangiovese", ha lamentato Maggioli. Sul "cosiddetto prodotto a chilometro zero", insomma, serve un bel

giro di vite. Potranno fare domanda in via Sigismondo i gruppi (in forma di consorzio, cooperativa, societa', associazione o altro) costituiti in provincia da un numero minimo di 35 alberghi oppure in grado di offrire in tutto almeno 700 camere.

 

Tra le varie iniziative a disposizione degli albergatori per promuovere la tipicita' e' inclusa la realizzazione di indagini o ricerche, a patto che non si sfori il 15% di spesa complessiva. Il contributo massimo per ogni raggruppamento non puo' superare il 30% delle spese. (Dire)

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