RIMINI - La riminese Torri avanza una nuova tesi: a Cogne nessun assassino

RIMINI - La riminese Torri avanza una nuova tesi: a Cogne nessun assassino

RIMINI – Si apre un nuovo spiraglio sul caso di Cogne. La famiglia Franzoni o i media hanno alzato una cortina di fumo capace di intaccare la nostra capacità di giudizio? Maria Grazia Torri, giornalista riminese, nel suo libro “Cogne, un enigma svelato” avanza una terza, sconvolgente tesi sulla morte del piccolo Samuele. Non esistono, secondo lei, prove approfondite che escludano la morte naturale. Potrebbe essere stato un aneurisma all’aorta, infatti, a togliere la vita al bambino.


Il libro, presentato a Bologna, verrà proposto anche alla Fiera del Libro di Torino. E’ un saggio molto ben documentato e dettagliato, nato dall’incontro fra la giornalista e critico d'arte Maria Grazia Torri e il neurochirurgo Giovanni Migliaccio dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Migliaccio suggerisce a Maria Grazia che i diciassette colpi alla testa inflitti a Samuele potrebbero essere stati causati da crisi epilettiche in conseguenza di un aneurisma celebrare, che spiegherebbe anche la cruda spettacolarità di quella morte sanguinolenta.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La giornalista comincia ad investigare e si accorge che non è mai stata mossa nessuna contestazione seria alla perizia ufficiale, inoltre in "Cogne, un enigma svelato", la Torri, ripercorre tutte le tappe seguendo un nuovo filone di ricerca della verità, studiando il resoconto di Francesco Viglino, anatomopatologo del piccolo Samuele, che non è mai stato dato alla stampa. Ma se Anna Maria Franzoni avesse visto il figlio morire davanti ai suoi occhi, se lo avesse visto vomitare sangue, perché non dire la verità? Secondo la Torri ha semplicemente seguito il consiglio degli avvocati che l’avrebbero consigliato di mentire e di inventare un fantomatico assassino per non correre il rischio di essere incriminata. ''Niente è più ingannevole di un fatto ovvio'' ha dichiarato la Torri ispirandosi al celebre Sherlock Homes.


Maria Grazia Torri, è nata a Rimini. Svolge la professione di giornalista e critico d’arte. E’ laureata in filosofia estetica presso l’Università di Bologna, dove è stata allieva di Umberto Eco. Insegnante a Urbino e al Galvani di Milano, ha collaborato con Daria Bignardi nel settimanale “Donna” ad oggi scrive per “Cult”.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -