Rimini, Lombardi contro i sequestri dei bagni. E al Comune: "Lacrime di coccodrillo"

Rimini, Lombardi contro i sequestri dei bagni. E al Comune: "Lacrime di coccodrillo"

Rimini, Lombardi contro i sequestri dei bagni. E al Comune: "Lacrime di coccodrillo"

RIMINI - "Un'amministrazione che non dialoga con la magistratura e con la Capitaneria di porto per rispettare le leggi pur consentendo la normale attivita' delle imprese balneari e' un'amministrazione inutile ed anzi dannosa, che contribuisce a confermare nei cittadini e negli operatori economici l'idea che lo Stato e' un nemico e non un 'severo' alleato". Marco Lombardi, consigliere regionale del Pdl, rimprovera al Comune di Rimini "lacrime di coccodrillo" sulla vicenda dei due bagni sequestrati dalla Procura la settimana scorsa.

 

Palazzo Garampi, anche l'altra sera in Consiglio comunale per bocca del vicesindaco Gamberini,  si e' schierato a difesa dei bagnini guadagnandosi le bacchettate di Italia dei Valori e Rifondazione comunista. Da parte sua, Lombardi accusa il Comune perche' "in passato non ha mai voluto porre rimedio con propri provvedimenti ad una situazione di incertezza normativa in cui si inserisce l'azione della magistratura. Non e' un caso- rincara il berlusconiano- che a Riccione e a Bellaria episodi simili siano stati gestiti in maniera indolore grazie all'atteggiamento delle rispettive  amministrazioni".

 

Ma c'e' anche qualche rilievo rispetto all'iniziativa dell'autorita' giudiziaria: "Apporre i sigilli ad  un 'bagnino' in piena estate comporta conseguenze mediatiche che coinvolgono un'intera categoria ed una intera citta' che fonda la sua economia sul turismo e quindi- precisa Lombardi- gli elementi  a sostegno di un provvedimento simile dovrebbero tener conto dei 'costi' per la collettivita' e dei 'benefici' per l'inchiesta". Infine, una nuova levata di scudi per le categorie: secondo il consigliere Pdl tra i turisti e i bagnini "sale un sentimento di frustrazione e di fastidio, per usare un eufemismo, vedendo abusivi di ogni genere scorrazzare per la spiaggia senza che nessuno intervenga mentre loro vengono trattati come criminali per gazebo e passerelle". (Dire)

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