RIMINI - Lunedì un documentario dedicato alle donne

RIMINI - Lunedì un documentario dedicato alle donne

RIMINI - Sei storie, ognuna diversa dall’altra che raccontano com’era la vita degli anni del dopoguerra e, che si è intrecciata inevitabilmente all’esistenza di chi ha narrato di sé e della propria famiglia. E dietro ad ogni parola, ad ogni sguardo o sorriso o lacrima, c’è sempre una donna.


In realtà sono sei le protagoniste del documentario dal titolo “Una storia comune: donne sull’orlo di un miracolo economico”, promosso dall’Assessorato alla Cultura e le Politiche di genere e Pari opportunità della Provincia di Rimini, che torna indietro nel tempo e ricostruisce un pezzo di storia, la storia del nostro territorio e della nostra comunità. Ed è stato possibile farlo attraverso piccole storie ma con la ‘s’ maiuscola di sei signore residenti nella provincia di Rimini, segnata così profondamente dagli eventi di quegli anni. E, che ancora oggi ne porta i segni.


In occasione dell’anno europeo delle Pari opportunità, la Provincia di Rimini ha voluto realizzare un film in grado di valorizzare e salvaguardare il ruolo svolto dalle donne, grandi protagoniste nello sviluppo del territorio e nella valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico e culturale del dopoguerra.


Dietro la macchina da presa due registi locali: Stefano Bisulli (fUNHOUSE)e Roberto Naccari (Helzapoppin’).


Ad essere intervistate sono state: Giustina Maioli di Coriano, Maura Calderoni di Bellaria Igea Marina, Ottavia Ugolini di San Giovanni in M., Pia Mussoni di Santarcangelo di R., Speranza Magnani di Bellaria, Anna Maria Biotti di Rimini, individuate in ragione delle loro esperienze personali, della provenienza geografica e della condizione sociale e culturale.

Voci, testimonianze dirette che hanno tracciato e dipinto, l’itinerario del ruolo femminile in un territorio come la provincia di Rimini, che in più di altri, ha sperimentato un’enorme trasformazione economica e sociale nel corso del ventesimo secolo.


Un quadro ricco e complesso della condizione e della storia, privata e professionale, vissuta dal dopoguerra ad oggi dalle donne del nostro territorio, offrendo spazio e voce non solo alle numerose esperienze improntate all’impegno lavorativo e professionale, ma anche alle scelte più tradizionali e finalizzate alle cure familiari.


Uno spaccato collettivo dipinto da: Giustina Maioli proveniente da una famiglia di mezzadri di Coriano, che è riuscita a far cambiare attività a tutti i suoi familiari, e poi ad aprire un’attività commerciale; Maura Calderoni, figlia e moglie di pescatori di Bellaria Igea Marina, ha saputo coadiuvare l’economia familiare aprendo un’attività legata al turismo; Ottavia Ugolini di famiglia benestante di San Giovanni in Marignano, ha lasciato l’insegnamento per curare la casa e i suoi cari; Pia Mussoni di Santarcangelo di R., ha cercato attraverso il lavoro di camiciaia per bambini una propria indipendenza economica e un’affermazione della sua figura di donna; Speranza Magnani meglio conosciuta come Maria di Bellaria, che dopo la perdita del marito sul “Giovanni Clelia”, il peschereccio esploso a causa di una mina, si è rimboccata le maniche e ha intrapreso l’attività di bagnina; Anna Maria Biotti di Rimini, figlia di un costruttore edile e della bambinaia di Federico Fellini, ha saputo rilevare l’attività di famiglia e portarla a compimento.


Un narrare - attraverso l’utilizzo di un mezzo immediato, veloce come la videocamera - la testimonianza diretta delle protagoniste, un pezzo di storia del nostro territorio e del nostro paese, della quale non si sa ancora abbastanza. La storia individuale di ogni donna, che è alla base e genera la grande storia che viene tramandata e insegnata, la storia come la conosciamo, quella collettiva, delle guerre e delle paci, dei conflitti, delle grandi migrazioni di popoli, delle trasformazioni politiche e della nascita e della morte di interi stati.


“La memoria delle donne è il legame più forte con il nostro passato – afferma Marcella Bondoni, Assessore alla Cultura della Provincia di Rimini - quindi con la nostra cultura, e soprattutto con il nostro presente: la memoria del lavoro, dei sentimenti, della famiglia, della politica, del territorio, delle relazioni, dei miti e delle leggende. E’ la memoria minuziosa di chi è più grande di noi, che ha vissuto non solo un tempo lungo, ma anche un tempo intenso, ricco di mutamenti e di sconvolgimenti, che si riversavano e ancora si riversano dalla grande storia nella piccola storia e viceversa”.


“E’ questa memoria che abbiamo riportato alla luce e che cerchiamo di salvaguardare attraverso la realizzazione di questo documentario – continua Marcella Bondoni - . Il film sarà poi utilizzato come ausilio didattico, ma anche proiettato in contesti e ambiti diversi, nell’intento di dare un senso e valore alla nostra identità, ad un percorso ricco, difficile ma anche gioioso, che è la vita di tutte, e di ciascuna di noi”.



“E’ un documentario sulle storie di donne, che sarebbero andate perse – spiega Leonina Grossi, Consigliera alle Politiche di genere e Pari Opportunità della Provincia di Rimini - . L’intenzione è appunto quella di restituire un’identità a più voci al territorio. Abbiamo realizzato una ‘memoria’ servendoci non di una pubblicazione ma bensì di un mezzo veloce, che ha permesso di vivere le emozioni direttamente. Lasciamo un documento visivo, una lettura immediata del passato ma con una sensibilità diversa, basti pensare alla scelta delle donne intervistate, di diversa provenienza geografica, condizione sociale e culturale. C’è chi ha vissuto un dramma familiare - una ferita aperta ancor oggi – ed è riuscita ad affermarsi nel lavoro e chi, di famiglia agiata ha lasciato la carriera per dedicarsi alla casa e ai propri cari”.


Il film documentario, che non si articola solo attraverso le interviste, ma si sofferma anche su una gamma di fotografie di famiglia, naturalmente in bianco e nero, si è avvalso inoltre, anche di stralci delle pellicole amatoriali raccolte attraverso il progetto provinciale “Film di cassetto”.


Per info: ufficio Cultura 0541.716216 – mail:cultura@provincia.rimini.it e www.cultura.provincia.rimini.it.




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