Rimini: nasce un movimento di solidarietà ai militanti del 'Paz'

Rimini: nasce un movimento di solidarietà ai militanti del 'Paz'

Rimini: nasce un movimento di solidarietà ai militanti del 'Paz'

RIMINI - "Chiediamo pubblicamente un chiarimento alle autorita' competenti". Si erge una voce a sostegno dei militanti del centro sociale riminese 'Laboratorio Paz', tuttora sotto la lente della Procura, nell'ambito di un'indagine coordinata dal pm Paolo Giovagnoli, per l'occupazione della  scuola di via Montevecchio sgomberata il 9 giugno del 2008. Occupazione per cui, tra gli altri, e' indagato anche il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, con un pezzo della sua Giunta.

 

A farsi vivi oggi sono una trentina di riminesi, presumibilmente vicini al centro sociale, riuniti in un documento aperto alle adesioni con tanto di indirizzo mail allegato.Ieri si e' saputo che per gli atti vandalici contro la cerimonia commemorativa delle foibe a Rimini, compiuti un mese fa a suon di scritte spray e bandiere italiane gettate tra i rifiuti, tre attivisti del centro sociale riminese sono stati  interrogati in questura.

 

E la Digos, venerdi', ha perquisito le loro case. "Le loro abitazioni sono state perquisite e loro sono  stati sottoposti ad interrogatori in questura sulla base di accuse che a noi appaiono davvero poco sostenibili", si sostiene nel documento diffuso oggi. "La cosa che ci preoccupa maggiormente e' che tali fatti seguono di pochi giorni la colorata e gioiosa manifestazione in difesa dei diritti dei migranti che ha attraversato le vie del nostro centro cittadino- prosegue il testo- e di cui gli attivisti del 'Paz' sono stati attivi promotori".

 

insomma, "se non adeguatamente motivati, tali fatti potrebbero infatti apparire come una sorta di ritorsione verso le attivita' che il laboratorio ha da sempre promosso", precisano i firmatari, che invitano a non scambiare "le vittime per carnefici".

 

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