Rimini, nel carcere arriva la sezione 'Cassiopea'

Rimini, nel carcere arriva la sezione 'Cassiopea'

RIMINI - Lunedì mattina l'On. Elisa Marchioni del Partito democratico è stata ospite al carcere Circondariale di Rimini, prima rappresentante delle istituzioni a visitare la nuova ala ‘Cassiopea', in funzione dall'inizio di ottobre. L'On. Marchioni ha visitato la struttura accompagnata dalla direttrice dott.ssa Benassi, da rappresentanti della Polizia penitenziaria e del personale civile e dal rappresentante della Cgil Donato Fortunato.

 

"Avevo preso l'impegno di tornare, dopo l'ultima visita, alla fine del mese di luglio - ha raccontato l'On. Marchioni - quando la sezione ‘Cassiopea' era ancora in ristrutturazione ma soprattutto in attesa del personale che ne consentisse il funzionamento. Sono onorata di essere la prima rappresentante istituzionale a visitarla; devo riconoscere che è davvero un buon lavoro. Alla direttrice va il merito per la determinazione con cui ha perseguito questo obiettivo, sia per i lavori di ripristino che per l'impegno che comporta tenere aperta una sezione in più con personale sempre sottodimensionato".

 

"La nuova ala oggi, al momento della mia visita, ospita 49 detenuti - ha proseguito la parlamentare riminese - in dodici celle dignitose, luminose, con i servizi. Anche gli spazi di incontro per i colloqui familiari e con gli avvocati, le postazioni di lavoro per gli operatori, gli educatori e i poliziotti sono ripensate per essere più accoglienti".

 

"Ogni cella ha una piccola cucina - ha continuato ancora la deputata - abbiamo visitato la sezione all'ora del pranzo, e lo spazio e l'attrezzatura consente di mangiare insieme, cosa che ho visto in molte celle stavano facendo. Sicuramente il clima complessivo risente in modo positivo di questa vivibilità migliore. La nuova sezione contribuisce anche ad alleviare il sovraffollamento oramai endemico delle carceri italiane, che colpisce anche Rimini: prima dell'estate i detenuti del nostro carcere circondariale erano 220, e sono 270 ad oggi. In buona parte contribuiscono a far aumentare i numeri anche gli arresti a causa della Bossi-Fini: un fallimento dal punto di vista della prevenzione e della gestione dell'immigrazione clandestina."

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