Rimini, nulla di intentato sul gruppo Antonelli

Rimini, nulla di intentato sul gruppo Antonelli

RIMINI - "E' ormai un salvataggio complesso", per non dire disperato, "ma non va lasciato nulla di intentato". La Provincia di Rimini continua a ribadire le proprie "volonta' e disponibilita'" per trovare una soluzione alla crisi del gruppo Antonelli di San Giovanni in Marignano. Lunedì, in occasione dell'inaugurazione del presidio di fronte all'azienda da parte della Fiom-Cgil, l'assessore provinciale al Lavoro Meris Soldati ha incontrato, insieme al sindaco di San Giovanni Domenico Bianchi, i lavoratori della ditta e il liquidatore Massimo Eritale.

 

La situazione non cambia: il gruppo Antonelli, produttore di bracci per calcestruzzi, per il 60% e' in mano ad investitori cinesi e per il restante 40% e' di proprieta' italiana. L'intervento dei nuovi proprietari cinesi sarebbe dovuto servire a risollevare l'azienda, che nel corso del 2009 aveva visto calare il proprio fatturato del 70%, ma i risultati non sono stati quelli sperati.

 

"Le priorita' sono le legittime richieste dei lavoratori di tutti gli stipendi arretrati e la proposta di un piano industriale aziendale serio e sostenibile", ribadisce l'amministrazione riminese in una nota. Soldati invita a fare di tutto "per tre motivi". Il primo e' quello legato "all'alto numero di lavoratori, 60, che rischiano di uscire dal mercato del lavoro con la chiusura della ditta". Il secondo e' "l'eccellente bagaglio tecnologico e di competenze che l'Antonelli ha sviluppato in questi anni nel suo settore", prosegue l'assessore. Terzo, "si tratterebbe di un duro colpo anche per l'indotto" nel territorio. (Dire)

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