Rimini, Oasi Confartigianato non ci sta: "In spiaggia nessun aumento!"

Rimini, Oasi Confartigianato non ci sta: "In spiaggia nessun aumento!"

Rimini, Oasi Confartigianato non ci sta: "In spiaggia nessun aumento!"

RIMINI - "In spiaggia non c'è stato nessun aumento". Oasi Confartigianato non ci sta, e per voce del presidente Giorgio Mussoni, ci tiene a precisare come le tariffe sulle spiagge riminesi siano rimaste le stesse del 2007, smentendo quindi le notizie diffuse sui quotidiani locali secondo le quali i costi della spiaggia, ovvero cabine sdrai e ombrelloni, avrebbero concorso a determinare l'impennata dei prezzi e quindi l'aumento dell'inflazione a livello locale.

 

"La lettura, questa mattina sulle pagine dei quotidiani locali, dell'impennata dei prezzi e quindi dell'aumento dell'inflazione, in particolare a Rimini, non ci lascia stupiti. Basta guardarsi intorno per farsi un'idea" dice Mussoni.

 

"Ci viene accreditato un aumento congiunturale dello 0,7% e su base annua (insieme alla voce ‘pacchetti vacanza tutto compreso') dell'8,9%. Possiamo parlare per noi: in spiaggia non c'è stato nessun aumento e per quanto riguarda i pacchetti la nostra componente di prezzo con alimenta alcun incremento".

 

"Confrontando la comunicazione della Commissione Comunale Controllo Prezzi di Rimini - prosegue il presidente di Oasi Confartigianato - si può notare, piuttosto, che l'aumento su base annua del capitolo ‘Abitazione, acqua, elettricità e combustibili' sarebbe ad oggi addirittura inferiore e dell'8,2%. Siamo allibiti e senza parole".

 

"Non abbiamo competenza specifica, ma è difficile capire il fondamento del metodo statistico utilizzato. Noi che viviamo la realtà quotidianamente possiamo dire che i conti non tornano. Smentiamo categoricamente ogni aumento nel 2008 rispetto al 2007".

 

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"Gli operatori balneari - conclude Mussoni - sono certi di una cosa: la comunicazione delle tariffe per il 2008 non conteneva aumenti e la nostra categoria è rimasta fedele a quella posizione. Quindi i costi della spiaggia non possono contribuire ad elevare l'inflazione. Anzi, la competizione fra stabilimenti balneari e la crisi economica diffusa fra i turisti presenti in zona, molto spesso costringe gli operatori ad abbassarli i prezzi. Altro che aumenti".

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