RIMINI - Pedofilia, arrestato assistente in studio medico

RIMINI - Pedofilia, arrestato assistente in studio medico

RIMINI – Era riuscito a convincere delle minorenni a farsi fotografare in pose oscene, convincendole che sarebbero state utilizzate per esigenze scientifiche e di studio. In casa nascondeva ben 54 foto di questo tipo. I Carabinieri hanno arrestato F.M., un assistente riminese in uno studio medico di 50 anni con le accuse di corruzione di minorenne, detenzione e produzione di materiale pedopornografico, ai danni di minori di 14 anni e minori affidatigli per ragioni di cura.

Il provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Gasparini su richiesta del pm Cerioni è stato eseguito martedì dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Rimini al termine di delicate ed approfondite indagini. I fatti si riferiscono al periodo compreso dal novembre del 1999 e l’ottobre del 2007.

Le indagini hanno preso spunto dalla segnalazione al 112, il 4 ottobre scorso, di una studentessa minorenne che, davanti alla “Scuola Media Panzini di Rimini, aveva notato il 49enne mentre compiva atti osceni all’interno di un’autovettura, ma a vista di persone in transito. I successivi accertamenti condotti dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia hanno consentito in brevissimo tempo di individuare il responsabile, che nel frattempo si era allontanato prima dell’intervento di una pattuglia dell’Arma.


E’ stata quindi eseguita una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, durante la quale sono state rinvenute 54 fotografie di ragazze di minore età in pose oscene. Le indagini hanno consentito di stabilire che le ragazze ritratte nelle foto erano clienti di uno studio medico, ove l’arrestato prestava la sua opera in qualità di assistente. Ciò ha permesso all’autorità giudiziaria procedente di contestare le aggravanti del reato sopra richiamate.


Le ragazze ritratte nelle fotografie, alcune delle quali ormai maggiorenni, erano state indotte a posare per essere fotografate, dopo essere state convinte dall’uomo che le foto sarebbero state utilizzate per esigenze scientifiche e di studio. Durante la perquisizione è stato inoltre rinvenuto altro materiale (fotografie e riprese video), dall’esame del quale è emerso che la maggior parte delle immagini registrate erano state effettuate, all’insaputa delle interessate, in spiaggia o sul lungomare di Rimini, ed hanno come soggetti sempre giovanissime ragazze. Dal personal computer in sequestro sono state infine estrapolate immagini scaricate da siti pedopornografici.

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