Rimini: per l'83% degli industriali continua il "razionamento" del credito

Rimini: per l'83% degli industriali continua il "razionamento" del credito

Rimini: per l'83% degli industriali continua il "razionamento" del credito

RIMINI. - Confindustria incontra le banche Per porre fine al "dialogo fra sordi". Sospensione dei debiti alle pmi da parte delle banche, tempi piu' celeri perle pratiche, contenimento del costo del credito e abolizione della commissione sul massimo scoperto. Queste le richieste degli imprenditori che Confindustria Rimini ha fatto sue n un incontro, il quarto della serie, per il sostegno alle imprese in questo difficile momento.

 

Gli imprenditori hanno ribadito la loro intenzione a non avere con gli istituti di credito un rapporto conflittuale e hanno quindi ribadito le richieste, e domandato anche la verifica dell'operativita' di alcuni strunenti tra cui il rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia presso il mediocredito centrale (con ponderazione zero per le banche per i finanziamenti concessi con ricorso a tale fondo), nonche'  l'utilizzo reale della garanzia integrativa tra Confidi, Camera di Commercio e Provincia, delle convenzioni messe a disposizione dalle banche e dell'accordo tra Regione, banche e Confindustria.

 

Dall'ultima indagine conoscitiva sulla situazione del credito alle imprese del territorio, svolta dall'ufficio economico di Confindustria Rimini fra gli associati emerge che e' in atto un

razionamento del credito. Dall'ultima indagine presentata nel giungo 2009 i dati hanno subito una variazione. Nel maggio scorso il 78,95% del campione preso in considerazione dichiarava la

percezione di un razionamento, per passare al 78,87% di luglio e risalire al 83,33% nel mese di settembre.

 

Per il 62,82% delle imprese del campione la concessione del credito da parte delle imprese e' piu' selettiva (il 61,62% a maggio). Una selettivita' dovuta per il 57,38% alla crisi dei mercati, per il 39,34% a criteri piu' rigorosi e per la restante percentuale ad altro. "Pare esserci stato fino a questo momento un dialogo fra sordi, le banche continuano a dire di mantenere aperto il credito

alle imprese, queste ultime invece, come risulta dai dati dell'indagine, evidenziano ancora un razionamento del credito", afferma Confindustria. Una situazione risolvibile "solo pensando

ai reali bisogni della realta' industriale".

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