Rimini, pesca: la capitaneria di porto mette nel mirino le ore di lavoro

Rimini, pesca: la capitaneria di porto mette nel mirino le ore di lavoro

Rimini, pesca: la capitaneria di porto mette nel mirino le ore di lavoro

RIMINI - La Capitaneria di Porto obbligherà tutte le imbarcazioni da pesca a rispettare il limite massimo dell'orario di lavoro di 72 ore. Lo annuncia Marco Rinaldi della FLAI CGIL Rimini. A seguito delle segnalazioni di numerosi armatori e dei rispettivi equipaggi, il Comandante della Capitaneria di Porto di Rimini ha avvisato nei giorni scorsi la marineria peschereccia di Rimini che avvierà una specifica campagna di controlli sul rispetto degli orari di lavoro a bordo.

 

Quella segnalata infatti da pescatori e sindacato, era una situazione di sforamento continuo, da parte di alcune imbarcazioni, dei limiti massimi fissati dalla legge in 72 ore settimanali. Irregolarità, quella dell'eccesso di ore lavorate, che ha molteplici ricadute sulle condizioni di lavoro degli equipaggi, e della pesca in generale: innanzitutto la drastica riduzione delle condizioni di sicurezza, a causa della stanchezza eccessiva che si accumula se non si rispettano sufficienti turni di riposo;

il depauperamento delle risorse ittiche, peraltro già in stato avanzato, che se non si arriva ad una regolamentazione ancora più drastica del prelievo procurerà l'asfissia a sempre più imprese di pesca

 

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Dice il sindacato: "Ci auguriamo che sia sufficiente l'avviso emanato dalla Capitaneria sulla campagna di controlli che si sta per avviare, per fare desistere dallo sforare gli orari, e dare così gambe a quell'autoregolamentazione che si era data la marineria riminese fin dal 2008, con tanto di raccolta di decine di firme, ma che non era mai riuscita ad farsi rispettare. E che non sia necessario dover vedere emettere delle sanzioni".

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