Rimini: Piccoli Hotel di Qualità, "bene la proposta della Brambilla"

Rimini: Piccoli Hotel di Qualità, "bene la proposta della Brambilla"

RIMINI - Ho avuto modo di leggere, con estremo interesse, la proposta avanzata sulla stampa dal sottosegretario al Turismo Michela Vittoria Brambilla, di creare un soggetto che raccolga le lamentele dei turisti insoddisfatti del servizio alberghiero che hanno ricevuto.

 

Fermo restando, e questo voglio sottolinearlo bene, che la proposta in se' è molto interessante ed apprezzabile, penso sia utile ampliare un po' il discorso. La premessa è che l'istituzione di un organismo di questo tipo sarebbe, se ben realizzata, una tutela per il consumatore, ma anche per gli albergatori onesti, corretti nei confronti del cliente, innamorati del loro lavoro, che restano danneggiati, a livello di immagine e credibilità, da quelle che possiamo definire poche mele marce (per fortuna sempre meno) che ancora non hanno capito che un piccolo guadagno oggi, procurato in danno del cliente, porta una grande perdita domani. E non solo a loro.

 

Benvenga dunque l'istituzione pensata dalla Brambilla. Ma detto questo, io credo che sia altrettanto doveroso analizzare anche un altro aspetto dell'attività alberghiera, spesso sottaciuto, più frequente di quanto si pensi, e che crea non pochi problemi alle strutture alberghiere tutte, e in particolare a quelle di dimensioni più contenute. Mi riferisco al fenomeno, increscioso e tutt'altro che folkloristico, dei "portoghesi".

 

Si tenga conto che se una persona se ne va senza pagare il conto, si può dire che l'albergatore non abbia nessuno strumento per recuperare quanto legittimamente dovutogli. Non può, ad esempio, trattenere effetti personali del cliente perché è illegale. Pur avendo le sue generalità, può solo intentare una causa al cliente, i cui tempi e costi lascio immaginare, magari per sentirsi dire, tra qualche anno, che il cliente pagherà se e quando gli sarà possibile...

 

Mi domando dunque, e lo chiedo pubblicamente al sottosegretario, se non si possa pensare a strumenti forti e concreti, per evitare problemi di questi tipo, e per rendere realmente esigibili i crediti nei confronti dei "portoghesi".

 

Anche perchè oltre al danno c'è pure una beffa: il corrispettivo di quanto dovuto è comunque soggetto a tassazione. per cui per questi casi si configura, per l'albergatore, una perdita secca e netta.

 

Non sta a me indicare le eventuali modalità operative per la creazione di un organismo di questo tipo, ma mi viene in mente che lo stesso soggetto di tutela del consumatore pensato dal sottosegretario, potrebbe essere utilizzato anche a difesa degli albergatori nei confronti dei turisti non corretti.

 

Ma questa, lo ripeto, è solo una delle forme possibili. Per noi albergatori ciò che più conta, è il contenuto e la possibilità di fare bene, ma anche serenamente, il nostro lavoro.

 

 

Marta Agostini, presidente del Consorzio dei Piccoli Hotel di Qualità di Rimini

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