RIMINI - Pironi (Pd): una nuova bussola per i bisogni dell'infanzia, dell'adolescenza e dei giovani

RIMINI - Pironi (Pd): una nuova bussola per i bisogni dell'infanzia, dell'adolescenza e dei giovani

RIMINI - Dal piano locale a quello nazionale, in questi giorni, le condizioni di vita dei bambini e delle bambine sono al centro dell’attenzione. E purtroppo è quasi sempre la cronaca a riaccendere i riflettori sui cittadini più piccoli. Ne prendo atto, dichiarando da subito che non intervengo nella questione che sta ora occupando le pagine dei quotidiani riminesi, ma vorrei invece che tutti noi ci fermassimo un momento a riflettere su quali politiche sappiamo costruire per l’infanzia e l’adolescenza.


Già dallo scorso anno, l’Assemblea Legislativa regionale, ha cominciato a chiedersi che cosa sarebbe stato necessario per garantire una qualità di vita alle giovani generazioni del nostro territorio.


Un Ordine del giorno approvato all’unanimità cercò di dare il senso del lavoro che avremmo svolto: si trattava infatti di assumere l’infanzia e l’adolescenza quale riferimento politico culturale per una maggiore qualità delle scelte di governo regionale. Si è trattato di un passaggio fondamentale, come è facile intuire: le politiche per i più piccoli non devono essere la “ciliegina sulla torta” di una Regione che funziona bene, ma devono riparametrare il benessere e la coesione sociale dell’intero sistema. Partire da queste politiche significa darsi una nuova bussola che più facilmente rivela quegli indicatori necessari al bene collettivo.


Da una nuova politica per bambini, adolescenti e giovani si può ottenere una nuova comunità più capace di adattarsi e rispondere alla complessità delle società moderne e proporre a sua volta nuove strade per la coesione sociale e per lo sviluppo. È quindi una crescita culturale necessaria alla società regionale intera. Ecco perché occorrerebbero dibattiti partecipati e pacati, volti ad approfondire un ambito così complicato come quello della tutela dell’infanzia. Condivido infatti con l’Assessore Vitali che dobbiamo mettere i bambini e le bambine al centro della nostra attenzione e del nostro lavoro, affinché possano avere voce.


Ma allora, quali politiche per l’infanzia?

Dovrebbero essere – a mio parere – politiche capaci di definire una strategia per attuare i diritti di bambini, adolescenti e giovani pensandoli non solo come cittadini del futuro, ma come cittadini delle comunità già da oggi. La comunità non è qualcosa nella quale si accede una volta raggiunto un certo status, ma qualcosa in cui ciascuno porta il suo contributo a partire da un proprio punto di vista, modo di sentire e di partecipare.


Stiamo lavorando, come gruppo assembleare PD, ad un progetto di legge “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni” con l’obiettivo di proporre ai territori una piattaforma che possa servire per sviluppare un dibattito comune e far crescere una cultura dei diritti dell’infanzia.

Che cosa prevede questo progetto di legge?


È un progetto di legge che non delega compiti e doveri, ma co-progetta con tutti gli interlocutori e valorizza le opportunità e le risorse delle comunità locali, così come quelle dei vari livelli istituzionali. Si tratta quindi di stabilire una strategia delle connessioni capace di aumentare l’incidenza e l’efficacia degli interventi e la loro stabilizzazione. L’obiettivo, in ordine anche a ciò che sta accadendo in questi giorni, è prima di tutto quello mette in discussione gli adulti, facendo emergere le contraddizioni e obbligando chi si occupa di questi temi a ripensare le proprie pratiche privilegiando uno stile relazionale che metta al centro il bambino, l’adolescente e il giovane e non il singolo bisogno di competenza. Obbliga – chi non si occupa di questi temi – a condividere spunti, stimoli e problematiche che una politica in questo ambito pone alla comunità intera.


Dobbiamo soprattutto sostenere la famiglia, rafforzare e qualificare ulteriormente i servizi pubblici e utilizzare in maniera più diffusa il principio della sussidiarietà. Perché un bambino, per poter crescere bene, ha bisogno di una comunità. E una comunità non ha nessuna speranza di crescere senza i suoi bambini.


Di recente la nostra Regione ha emanato le nuove direttive sull’affido e sulle comunità familiari che, assieme alle èquipe di secondo livello, all’esperto giuridico per l’infanzia e l’adolescenza e agli strumenti per l’integrazione delle politiche socio sanitarie previsti nel progetto di legge, dovrebbero essere, più del singolo caso, gli elementi su cui approfondire la discussione ed il confronto. Ma siamo noi adulti i primi a dimenticarci di questo quando le luci della cronaca si spostano su altro. Evitiamo quindi anche questa sovraesposizione mediatica che non tutela sicuramente i minori.



Massimo Pironi

Presidente Commissione assembleare

Turismo Cultura Scuola Formazione

Lavoro Sport

Regione Emilia-Romagna



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