Rimini, Prc-Pdci attaccano i canoni demaniali: ''Sono vergognosi''

Rimini, Prc-Pdci attaccano i canoni demaniali: ''Sono vergognosi''

Rimini, Prc-Pdci attaccano i canoni demaniali: ''Sono vergognosi''

RIMINI - "Il costo medio dei canoni demaniali non solo e' vergognosamente basso, in relazione ai profitti che uno stabilimento balneare mediamente genera, ma riteniamo inaccettabile che non sussista alcun vincolo di mercato tra l'importo dei canoni ed il valore commerciale delle licenze: poche migliaia di euro in media nel primo caso, diverse centinaia di migliaia di euro nel secondo". Continua a far discutere a Rimini la vicenda delle concessioni demaniali decise dalla Regione Emilia Romagna dopo la bocciatura, per mano della Corte Costituzionale (la sentenza e' stata depositata venerdi' scorso), alla proroga ventennale.

 

Secondo il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Paolo Pantaleoni, e quello del Pdci, Gianluca Vagnini, "la bocciatura pone un problema politico reale che deve essere affrontato senza reticenze di sorta". In ogni caso, la linea del libero mercato per la Federazione della sinistra non puo' essere l'unica: "Sancirebbe il primato di chi e' in grado di formulare l'offerta piu' elevata, cio' potrebbe generare una propensione alla creazione di monopoli privati che snaturerebbero l'offerta turistica tradizionale- ricordano in una nota Pantaleoni e Vagnini- improntata alla piccola impresa".

 

Il rischio secondo i due sarebbe quello di lasciare la strada spianata a "colossi privati che risulterebbero egemonici sia nella individuazione dei prezzi sia nella revisione, al ribasso, della qualita' del servizio". Dopo aver definito "centrale" la difesa della spiaggia e delle aree demaniali "come bene comune e pertanto inalienabile", Pantaleoni e Vagnini si dicono "contrari a qualsiasi ipotesi di vendita del demanio marittimo, come richiesto da alcuni operatori del settore".

 

In vista delle elezioni comunali del 2011, in definitiva, i due segretari invitano fra l'altro a rilanciare il tema "delle spiagge libere che, stando a quanto previsto dalla normativa regionale, dovrebbero occupare il 20% dell'arenile di ogni Comune". Ma che oggi, a Rimini, risultano "poco piu' del 7% della linea di costa". (Dire)

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