Rimini, presentata ricerca sugli adolescenti riminesi

Rimini, presentata ricerca sugli adolescenti riminesi

RIMINI - Si è svolto questa mattina, presso la sede provinciale di via Dario Campana, il convegno dal titolo "Genitorialità, gruppo dei pari e condotte giovanili a rischio: quali risorse di protezione e prevenzione?", coronamento di un lavoro di ricerca svolto tra gli adolescenti riminesi nel corso degli anni 2008 e 2009. Al convegno, patrocinato dalla Provincia di Rimini e dall'Azienda USL, hanno partecipato tra gli altri il professor Costantino Cipolla (che si è occupato della direzione scientifica e metologica della ricerca), il dottor Antonio Maturo (che si è occupato della direzione organizzativa), i quali hanno illustrato lo studio, la dottoressa Rossella Salvi della Provincia, responsabile dell'ufficio statistico della Provincia che ha presentato il profilo statistico degli adolescenti del Riminese. il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, è intervenuto in apertura di convegno.

 

 

La Ricerca

 

La ricerca, promossa dall'Azienda USL al fine di avere un ulteiore strumento, preciso ed aggiornato, di lettura rispetto ai giovani riminesi, è di carattere quali-quantitativo, ed è stata strutturata partendo con una decina di colloqui in profondità con psicologi, dirigenti SerT, neuropsichiatri, assistenti sociali, rappresentanti dell'associazionismo del territorio riminese. Sulla scorta delle informazioni così ottenute si è costruito un questionario somministrato ad un consistente campione di studenti di scuola media superiore.

Il questionario si è soffermato sulle seguenti aree: rapporti con i genitori; direttività dei genitori; gestione del tempo libero; gestione del denaro; confidenzialità con genitori; rapporti con compagni di scuola; fisionomia del gruppo dei pari; opinioni degli amici sulla scuola; rapporto degli amici con associazioni, volontariato, famiglia. Il questionario contiene inoltre una sezione relativa a dati socio-demografici (ovviamente età, classe frequentata, genere, nazionalità) e informazioni sui genitori (eventuali separazione, titolo di studio, composizione della famiglia, impiego).

 

Dai dati emerge una relazione affettiva intensa dei ragazzi, soprattutto delle femmine, con i propri genitori ed in particolare nei confronti della madre. La madre continua a essere colei che segue più da vicino i propri figli; è lei che stabilisce le regole in casa, il padre lo fa "qualche volta". ? la madre che sa sempre dove si trova il proprio figlio, il padre lo sa "qualche volta", è la madre che segue il figlio/a nell'andamento scolastico. Il padre, di contro, è colui che elargisce più facilmente i soldi, (anche se non in maniera molto maggiore della madre). Interessante è notare come il titolo di studio possa a volte essere correlata a variabili appartenenti alla sfera psicologica dell'emotività.

 

I ragazzi sembrano essere molto impegnati e occupati nella loro quotidianità extrascolastica, tanto che più della metà di essi desidererebbe avere più tempo libero, ma per contro risulta minima l'incidenza di adolescenti iscritti ad associazioni culturali o di volontariato (più forte invece la presenza nell'associazionismo sportivo, al quale aderisce oltre la metà degli intervistati, e che svolgono anche un ruolo di socializzazione di un certo rilievo).

 

Nel mese prima dell'intervista, gli studenti e le studentesse hanno speso il loro denaro soprattutto per il telefonino e per andare al cinema o a teatro. Le spese per shopping, estetica e libri sono soprattutto una prerogativa delle femmine. Esse sembrano ricercare gratificazioni a livello estetico, mentre i maschi prediligono spendere i loro soldi durante le uscite. A sostenere una spesa per lo scooter sono in maggioranza gli intervistati di nazionalità italiana. Non spende nulla in libri il 63,4% dei maschi adolescenti del nostro campione, quota che scende al 40% per le femmine.

 

Dall'analisi dei dati emerge che gli adolescenti hanno un buon dialogo con il proprio padre, soprattutto quando questi sia in possesso di un elevato titolo di studio. In questo caso, il dialogo è soprattutto per quanto concerne la scuola e i sentimenti. Si rileva una maggiore difficoltà degli adolescenti con nazionalità non italiana a dialogare di scuola con il proprio padre.  Per quanto concerne il dialogo con la madre si conferma un maggior dialogo con i figli quando essa possiede un titolo di studio alto, specialmente nell'affrontare questioni scolastiche o sentimentali, tuttavia quest'ultimo tema si delinea anche come preferenziale per le figlie femmine, insieme alle questioni sessuali.

 

La maggioranza assoluta degli intervistati dichiara di percepire rapporti poco problematici con i compagni, tuttavia un esiguo numero denuncia sofferenza. Tale situazione di disagio è più presente nelle femmine.

Il dato critico riguarda il rapporto rispetto alle sostanze stupefacenti. il 40% dei ragazzi interpellatti dichiarano di saper dove procurarsi la droga, cannabis in primis,  percentuale che cresce al 50% se si fa riferimento ai soli ragazzi del quinto anno delle scuole superiori. Gli stessi intervistati hanno poi dichiarato che è più facile reperire cocaina rispetto a pillole ed extasy.

 

 

Gli adolescenti a Rimini

 

Gli adolescenti (giovani tra i 14 ed i 19 anni) sono, in provincia di Rimini, 16.952, il 5,2 per cento della popolazione. Di questi 1.903 (pari al 12,2 per cento) hanno nazionalità straniera (con una incidenza particolare degli albanesi, che sono circa un terzo). La maggior parte vive in famiglia, il 23,3 per cento vive con un solo genitore. Tra gli indirizzi di scuola secondaria superiore prediletti vi sono il liceo scientifico e l'istituto tecnico commerciale.

 

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