Rimini, primarie di coalizione: "freddi" gli alleati del PD

Rimini, primarie di coalizione: "freddi" gli alleati del PD

Rimini, primarie di coalizione: "freddi" gli alleati del PD

"A breve via agli incontri con tutti da Idv a Sinistra e Liberta'", diceva ieri il nuovo segretario comunale del Pd riminese fresco di elezione, Emma Petitti, parlando delle alleanze in vista delle comunali il prossimo anno. Come gia' sottolineato anche dal nuovo segretario provinciale Lino Gobbi, che attende sabato al congresso l'investitura ufficiale, la via e' quella delle "primarie di coalizione". La linea di Gobbi e' seguire gli orientamenti regionali: scrivere le regole entro l'autunno e votare in dicembre.

 

Se saranno di coalizione, da Bologna l'idea sembra quella di due candidati targati Pd al massimo. A Rimini si stanno scaldando almeno in tre (Andrea Gnassi, Nando Fabbri, Fabio Pazzaglia) con l'outsider Roberto Biagini in agguato. Dopo il calo di voti alle regionali, coi Democratici in citta' tre punti sotto il Pdl e alle prese sia con l'astensione sia con l'exploit dei grillini a 5 stelle, bisogna trovare degli alleati certi e affidabili: peccato che le primarie di coalizione vengano bocciate quasi da tutti.

 

A sinistra e' piu' che mai un rebus. Il fondatore di Sinistra Ecologia Liberta', Gianluca Fabbri, ha gia' lasciato sia la segreteria sia il direttivo del partito (a breve l'annuncio ufficiale) per via della linea antagonista che da qualche tempo avrebbe preso piede tra i cosiddetti vendoliani. Sel a fine ottobre andra' a congresso: pronto a succedere a Fabbri c'e' oggi l'ex assessore Eugenio Pari, gia' Pdci, di recente sempre piu' critico con l'amministrazione comunale di Alberto Ravaioli. Insomma, anche se sono gia' agitate, "bisogna smuovere le acque: stiamo perdendo sempre piu' voti, smettiamo di arroccarci", e' il messaggio di Fabbri di cui a questo punto non si esclude un passaggio nel Pd.

 

In Comune Sel conta sull'assessore Andrea Zanzini, che magari qualche ambizione nelle primarie di coalizione la coltiva gia'. Per la Federazione della sinistra le stronca Paolo Pantaleoni: "Le primarie sono uno strumento plebiscitario e populista che poco ha a che vedere con la partecipazione. Le primarie e il dibattito sui nomi che in questo momento vanno di moda nel Pd non ci interessano proprio". Il segretario provinciale di Rifondazione, insomma, per il 2011 pensa a un fronte unico autonomo con la stessa Sel e con chi ci sta: "A sinistra in questa citta' c'e' piu' che mai spazio, discutiamo in liberta'". Liberta' che il Prc si e' gia' preso in Comune dopo la polemica con l'assessore Vittorio Buldrini: "Da tempo in Giunta non siamo piu' rappresentati", si congeda Pantaleoni.

Da una sinistra all'altra, per il Psi anche l'ex consigliere regionale Stefano Casadei boccia le primarie: "Hanno piu' diviso che unito, basta dogmi. Mettiamoci a un tavolo e discutiamo di programmi. Il partito di maggioranza relativa deve fare chiarezza. Degli ultimi 10 anni- sferza Casadei- non siamo soddisfatti. L'unita' a sinistra? E' un progetto europeo".

 

L'Udc a Rimini e' commissariata, la regge il deputato Gianluca Galletti. Il consigliere provinciale Maurizio Nanni la vede cosi': "Le primarie di coalizione in una logica di partito fanno ridere. E comunque, siano di partito. Il confronto politico sara' a 360 gradi. In Provincia ci siamo alleati programmaticamente al secondo turno (con il centrosinistra che sosteneva Stefano Vitali, ndr) sulle cose da fare".

 

L'idea di Nanni e' di replicare questa formula anche per la corsa a palazzo Garampi e ovunque si votera' nel 2011 in provincia (Novafeltria, Pennabilli, Montecolombo): "Piuttosto che un Pd che va a sinistra e un centrodestra lacerato al suo interno tra finiani e Lega, ci presentiamo da soli come Pdn e al secondo turno vediamo". Chissa' allora che i centristi non si ritrovino coi pentiti cattolici del Pd, da Ermanno Vichi a Gigi Bonadonna e compagnia.

 

In sostanza, l'unica ad aprire alle primarie e' l'Italia dei Valori. La nuova segretaria comunale, gia' provinciale, Valeria Vitale, spera nell'unita': "Il 'nemico' non e' certo la sinistra, ma nessuna preclusione nemmeno verso l'Udc. Vogliamo convergere su tutti e due. Dai programmi si vedra' se la coalizione c'e'". (Dire)

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