Rimini, primarie Pd. Arlotti si presenta come ''uomo del fare''

Rimini, primarie Pd. Arlotti si presenta come ''uomo del fare''

Rimini, primarie Pd. Arlotti si presenta come ''uomo del fare''

RIMINI - Non crede ai sondaggi, promette toni "pacati", dice che "vince chi ottiene un voto in piu'", rilancia la pedonalizzazione del ponte di Tiberio e la ricostruzione del teatro Galli al netto degli accordi col Prc sul teatro Novelli, ringrazia il sindaco Alberto Ravaioli che lo ha reso amministratore a 39 anni ma sottolinea che "un ciclo si e' chiuso". Tiziano Arlotti, il 'terzo incomodo' alle primarie del Pd riminese, si è presentato come "uomo del fare".

 

Sportivo lo slogan: "Adesso si pedala". Il sondaggio Swg (700 interviste) sulla notorieta' dei candidati che tanto sta facendo discutere nel partito e che in direzione ha chiesto di tirar fuori Nando Fabbri, il primo a scendere in campo, non appassiona Arlotti. "I sondaggi, anche i piu' autorevoli, vanno presi con le pinze. Possono dare un orientamento, nulla di piu'. Mi lasciano perplesso anche perche' e' dal '99 che il centrodestra li sbandiera, e abbiamo visto come e' andata", ha tagliato corto il consigliere comunale del Pd.

 

Anche rispetto alle stoccate piu' o meno manifeste tra Fabbri e l'ex segretario Andrea Gnassi, che ufficialmente continua a rimandare il suo momento, Arlotti si smarca: "Nessuno si aspetti da me toni accesi, ma solamente la volonta' di contribuire alla partecipazione e alle decisioni". Partecipazione che si esplica al meglio nello "strumento" primarie, "che consente agli iscritti e agli elettori di scegliere liberamente e senza condizionamenti di qualsiasi tipo o natura".

 

Almeno come Fabbri, anche Arlotti iniziera' a raccogliere le firme entro i primi 15 giorni di novembre tra i 1.800 iscritti locali (ne servono 360): "Agli iscritti andro' personalmente a richiedere la firma per poter competere, con rispetto per gli altri concorrenti. Avevo gia' deciso prima che Nando annunciasse la sua decisione in direzione". Per poter essere il candidato sindaco, Arlotti assicura di avere la giusta "ambizione", ma se non ce la facesse sarebbe "il primo a sostenere lealmente un altro candidato".

 

E poi, analogamente a Gnassi, anche lui ritiene ci debba essere "un solo programma", non uno per candidato (Fabbri sabato presentera' il proprio). Anche la sua corsa, dice l'ex assessore di Ravaioli che rivendica "esperienza, passione e sufficiente conoscenza dei problemi" e di aver riqualificato nel 2002 la stessa area dell'arco d'Augusto in otto mesi, e' comunque "in salita".  In agenda Arlotti segna gia' qualche priorita'. Il ponte di Tiberio "dopo 2.000 anni e' giusto vada in pensione e sia liberato dal traffico: l'alternativa e' il tunnel sotto l'alveo del Marecchia a monte, lo studio preliminare calcola 5-6 milioni di euro di costi".

 

E poi il teatro Galli, che "va fatto: la delibera prevede 10 milioni di entrate dai privati, Fondazione Carim in primis, e 6,5 milioni dall'alienazione del teatro Novelli da abbattere dopo la ricostruzione del Galli. Lo schema- osserva il consigliere del Pd- puo' non essere riconfermato in toto". Rifondazione e' pronta a non interferire sul Novelli dopo la new entry in Giunta? "Non so se e quali accordi ci siano, so che il Galli va ricostruito", saluta Arlotti. (Dire)

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