Rimini, provincia e Ausl in 'soccorso' del formaggio di fossa

Rimini, provincia e Ausl in 'soccorso' del formaggio di fossa

RIMINI - Un prodotto alimentare d'eccellenza proveniente dal territorio riminese ha rischiato materialmente nelle scorse settimane di sparire a causa di problemi burocratici legati alle procedure di riconoscimento dei prodotti tipici e tradizionali. Un empasse dovuto al fatto che i produttori locali hanno scelto di conservare i nomi dei loro formaggi (come, ad esempio, il prestigioso Ambra di Talamello), senza scendere a compromessi.

 

Grazie all'interessamento della Provincia di Rimini, e alla disponibilità dell'Area di Sanità Pubblica Veterinaria dell'Ausl, diretta dalla dott.ssa Milena Libretto, anche quest'anno i formaggi potranno raggiungere le tavole dei buongustai italiani (e non solo) già in attesa della cosiddetta ‘sfossatura', tradizionalmente fissata intorno a novembre.

 

"Sarebbe stata una grave perdita per il patrimonio gastronomico riminese - spiega l'assessore provinciale alle Attività Economiche e Agricoltura,  Jamil Sadegholvaad -. Tramite l'accordo raggiunto con Ausl Rimini, i produttori potranno procedere all'usuale sfossatura con una deroga concessa dall'Ausl stessa. Per le fosse già riconosciute è sufficiente una semplice autorizzazione, mentre le altre dovranno procedere prima a far riconoscere le fosse come tali".

 

"E' davvero sorprendente quale combinazione prodigiosa di lavoro dell'uomo e opera della natura ci sia all'origine di un prodotto caseario quale il formaggio di fossa - prosegue Sadegholvaad -. Il formaggio viene infossato da fine luglio fino, al massimo, al 15 di agosto, rimanendo nelle fosse 90 giorni. La sfossatura viene fatta, poi, da metà ottobre ai primi di novembre, così da consentire la vendita dei formaggi da metà novembre".

 

"Solo per citare l'Ambra di Talamello (eccellenza alimentare aggiuntasi recentemente al patrimonio gastronomico riminese con l'entrata nel territorio dei 7 comuni dell'Alta Valmarecchia), l'infossatura avviene una sola volta l'anno, permettendo così l'utilizzo dei formaggi migliori, quelli derivati dal latte della stagione primaverile, quando i pascoli sono al massimo del rigoglio e della varietà floristica. Le fosse rimangono, poi, inattive nove mesi, in attesa che si ricreino le condizioni microbiche e microclimatiche perfette a garantire una nuova infossatura".

 

"Sono orgoglioso - ha concluso Sadegholvaad - che la Provincia abbia potuto contribuire a salvare una tipicità del nostro entroterra, diffusa non solo a Talamello, ma anche in altre località come, in particolare, Mondaino, Montebello, Perticara  e Sant'Agata Feltria. E tengo particolarmente a ringraziare l'Ausl di Rimini per la sensibilità mostrata verso il territorio e prodotti che ne rappresentano i valori culturali e identitari".

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