Rimini, racket della prostituzione: 21 arresti

Rimini, racket della prostituzione: 21 arresti

Rimini, racket della prostituzione: 21 arresti

RIMINI - Costrette con minacce e violenze a prostituirsi. Gli agenti della Squadra Mobile di Rimini hanno liberato una settantina di giovani "lucciole", disarticolando "tutti i gruppi criminali operanti sul litorale riminese". Le indagini hanno portato all'identificazione di 21 romeni e bulgari e di un cinese gestore di un hotel, colpiti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione,estorsione e lesioni.

 

Delle 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 16 sono state eseguite all'alba di martedì.  Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'organizzazione era coordinata dall'esterno da un leader, che si avvaleva di luogotenenti domiciliati a Rimini per dirigere e coordinare gli ulteriori sottoposti. Il compito di amministrare gli illeciti profitti, che poi venivano recapitarli al boss, era affidato ai membri più affidabili dell'organizzazione.

 

C'era inoltre anche la figura del protettore, che sorvegliava l'operato delle prostitute. Il cinese provvedeva invece a far prostituire le "lucciole" nel suo albergo in via Mantova. La piramide comprendeva al penultimo livello anche la figura del "caporale", una prostituta particolarmente fidata che aveva il compito di istruire le nuove leve di volta in volta arruolate dal capo, spiegando loro l'abbigliamento da indossare e l'atteggiamento da tenere per adescare i clienti.

 

L'operazione, denominata "All Inn", è una costola della precedente operazione antiprostituzione "Subura", che nel 2010 portò all'arresto di 12 rumeni ed un ravennate.

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