Rimini: rapinavano le lucciole a domicilio, condannata la banda pugliese

Rimini: rapinavano le lucciole a domicilio, condannata la banda pugliese

Rimini: rapinavano le lucciole a domicilio, condannata la banda pugliese

RIMINI - Avevano terrorizzato diverse prostitute a domicilio di Rimini, rapinandole in casa sotto la minaccia di una finta pistola. Martedì è arrivata la sentenza per la banda composta da pugliesi: sei anni a Davide Panzini, 23 anni, tre anni e otto mesi a Luigi Liaci, 23 anni, e tre anni e 6 mesi a Michele Liuni, 33 anni. Altri due imputati, Marco Cocella di 24 e Aldo Zaza, 28 anni, hanno patteggiato due anni (pena sospesa) ed una sanzione di  400 euro a testa.

 

Tutti erano giunti in Romagna con la speranza di trovare un lavoro stagionale, ma ben presto hanno dovuto fare i conti con la dura realtà. Così per guadagnarsi da vivere avevano pensato di rapinar le prostitute. Secondo quanto appurato dalla Squadra Mobile, le vittime venivano probabilmente scelte in base alla collocazione geografica, cioè quelle più facilmente raggiungibili a piedi.

 

Tra le vittime una cinese, due colombiane, una brasiliana ed una domenicana. Tutti i componenti della banda avevano ammesso la partecipazione ad almeno una rapina. Uno dei rapinatori, Panzini, era accusato di aver abusato sessualmente di una delle "lucciole" e per questo ha risposto davanti al giudice dell'accusa di violenza sessuale.

 

Gli agenti della Squadra Mobile si erano messe sulle tracce dei cinque pugliesi in seguito alla denuncia sporta da alcune prostitute, incoraggiante dalla promessa di impunità. Queste erano state rapinate nei loro appartamenti di soldi, pc e cellulari. Per intimorirle la banda aveva utilizzato una pistola, rilevatasi poi giocattolo.

Anche l'ausilio di intercettazioni telefoniche, gli inquirenti erano riusciti ad intercettare la banda. Liaci e Panzini vennero arrestati in flagranza di reato dopo aver rapinato una prostituta in un appartamento di Portoverde. Gli altri furono ammanettati successivamente.

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