Rimini, riciclaggio di denaro sporco. Candidati primarie del Pd: ''Non siamo Palermo''

Rimini, riciclaggio di denaro sporco. Candidati primarie del Pd: ''Non siamo Palermo''

Rimini, riciclaggio di denaro sporco. Candidati primarie del Pd: ''Non siamo Palermo''

RIMINI - Il Giudice Piergiorgio Morosini ha chiesto ai candidati alle elezioni comunali riminesi quali azioni propongono per fronteggiare il riciclaggio del denaro sporco a Rimini. I tre candidati del Pd alle primarie del centrosinistra del 12 dicembre - Andrea Gnassi, Nando Fabbri e Tiziano Arlotti - hanno risposto. Il primo aveva già affrontato la questione alcuni mesi fa. Da un incontro con Morosini lo scorso aprile Gnassi ha proposto un tavolo di lavoro.

 

L'obiettivo è quello di "mettere insieme forze dell'ordine, enti locali, categorie economiche, sindacati, professionisti e associazionismo. Lavoriamo- sottolinea Gnassi- per un tavolo della societa' contro le penetrazioni mafiose, l'ho messo nella mia proposta programmatica". Secondo l'ex segretario del Pd "non si tratta di dire che il nostro territorio e' intoccabile e che la mafia non esiste, magari per tutelare una buona etichetta turistica, ne' si tratta di gridare 'al lupo al lupo c'e' la mafia'.

 

Il tessuto articolato, sociale ed economico, fatto da 34 mila imprese, oggi va difeso con rigore e serieta' e senza alcun tipo di sottovalutazione".  Da parte sua, Fabbri dice che "la presenza di segnali

preoccupanti- come il riciclaggio di capitali illeciti, e altri ancora quali il gioco d'azzardo e il vasto commercio di droghe- ci obbliga a tenere alta la guardia e accogliere le sollecitazioni di un osservatore prezioso come Piergiorgio Morosini; senza, tuttavia, farci cadere nell'errore di  paragonare la nostra 'sana' citta' con quelle di Palermo, Enna e Agrigento".

 

Insomma, sostiene l'ex presidente della Provincia, "il tavolo di lavoro proposto e' necessario sia per combattere chi delinque e chi cerca d'infiltrarsi con pratiche mafiose nella nostra economia", ma "Rimini e' prima di tutto una realta' 'sana'".  Sulla stessa linea, in sostanza, anche Arlotti: "Dobbiamo essere giustamente attenti e vigili ma senza abbandonarci a ipotesi di scenario non suffragate da dati. Ritengo quindi che serva in primo luogo una forte azione di coordinamento e di scambio di informazioni fra tutti i soggetti istituzionali, sia a livello decentrato che a livello centrale".

 

Arlotti reputa "necessario rilanciare la proposta della creazione di un osservatorio permanente sulla sicurezza al quale partecipino sia soggetti istituzionali che di rappresentanze associative", un osservatorio che "acquisisca il contributo importante delle autorita' locali di pubblica sicurezza (Prefetto e Questore) e della Procura della Repubblica locale competente". (Dire)

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