Rimini: rifilavano falsi lingotti d'oro, arrestati ed assolti due slavi

Rimini: rifilavano falsi lingotti d'oro, arrestati ed assolti due slavi

Rimini: rifilavano falsi lingotti d'oro, arrestati ed assolti due slavi

RIMINI - Rifilavano falsi lingotti d'oro al titolare di un negozio di compra-vendita di oro usato nel Borgo San Giuliano. Due nomadi di origine slava, Miroslav Velimirovic e Peter Marinkovic, sono stati arrestati mercoledì sera dagli agenti della Squadra Mobile di Rimini dopo la segnalazione dell'esercente che si era recato in Questura per segnalare la truffa. Processati per direttissima con l'accusa di truffa aggravata in concorso, il giudice Romano Dolce li ha assolti.

 

Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa quando due persone, che si sono presentate come zio e nipote serba, hanno trattato la vendita di alcuni lingotti di oro bianco del peso di 250 grammi ciascuno. L'indomani si è presentato solamente uno dei due, sempre con un lingotto da 250 grammi. L'orefice, con opportune prove chimiche, ha verificato l'autenticità del pezzo, pagandolo ben 2.750 euro. Al successivo appuntamento si è presentato l'altro salvo. Aveva con se altri due lingotti. Anche in questa circostanza le prove chimiche ha rilevato l'autenticità dei pezzi, pagati 5500 euro sempre in contanti.

 

I due slavi si sono hanno contattato telefonicamente l'esercente per la vendita di altri lingotti d'oro ed un collier, chiedendo il pagamento in contanti. A quel punto l'orefice si è recato in una fonderia di Arezzo per un'analisi approfondita dei lingotti che aveva acquistato dai due slavi. Ma dalle verifiche è emerso che gli oggetti erano composti da lega metallica e che dell'oro neanche l'ombra.

 

Scoperta la truffa, il commerciante si è rivolto alla Questura. Gli agenti della Squadra Mobile hanno così elaborato una trappola. L'orefice ha accettato il terzo appuntamento richiesto telefonicamente. Ma all'incontro, nascosti sia all'interno che all'esterno del negozio, erano presenti i poliziotti.

 

Quando uno dei due slavi ha tirato fuori il lingotto sono spuntati gli agenti, che lo hanno fermato. L'altro, invece, si trovava a bordo di un'auto potente. Processati per direttissima, il giudice Romano Dolce li ha assolti accogliendo di fatto la testi dell'avvocato difensore degli imputati, Luca Nebbia, secondo il quale i due nomadi non erano consapevoli che l'oro fosse falso. L'accusa, invece, aveva chiesto la condanna ad un anno di reclusione e mille euro di multa.

 

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