Rimini, salta per la terza volta il voto sul bando delle pubblicità discriminatorie delle donne

Rimini, salta per la terza volta il voto sul bando delle pubblicità discriminatorie delle donne

Rimini, salta per la terza volta il voto sul bando delle pubblicità discriminatorie delle donne

RIMINI - Il Comune di Rimini fugge davanti all'approvazione dell'ordine del giorno per "liberare" la citta' dalle pubblicita' offensive e discriminatorie. E' l'atto d'accusa affidto ad una nota congiunta del coordinamento Donne Rimini, dell'associazione Rompi il silenzio e di Libere cittadine e liberi cittadini di Riviera. Che, superato "il clima vacanziero", promettono di tornare alla carica a settembre per incassare l'approvazione del documento, da estendere possibilmente anche alla Provincia, sulla scorta di quanto ha fatto il comune di Novafeltria.

 

"Giovedi' per la terza volta consecutiva il Consiglio comunale non ha avuto i numeri per votare l'ordine del giorno- recita la nota- con cui si intende liberare la citta' dalle pubblicita' offensive e discriminatorie. Una cosa talmente banale da apparire lapalissiana ma che, di questi tempi, e' bene ribadire con atti pubblici". Le tre associazioni ricordano i contenuti essenziali dell'odg: "Garantire il rispetto della dignita' umana e dell'integrita' della persona, affinche' il marketing e la pubblicita' che comportano discriminazioni dirette o indirette, che contengono incitamento all'odio basato su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilita', eta' o orientamento sessuale e che contengono elementi di approvazione, esaltazione o incitamento alla violenza contro le donne non trovino accoglienza".

 

Anche perche', e' un "momento in cui le donne sono sempre piu' presenti nelle pagine di cronaca

nera: una mattanza di circa 120 donne uccise ogni anno nel nostro Paese". Per questo "ci auguriamo vivamente che, seguendo il buon esempio di Novafeltria, dove l'odg e' stato votato all'unanimita', a settembre questi argomenti tornino all'attenzione dei consiglieri riminesi, freschi e riposati dopo

le ferie- prosegue la nota- e che possano trovare l'ampia convergenza di tutte le parti politiche". Non solo. Le tre associazioni auspicano che "l'approvazione della moratoria da parte del Comune capoluogo sia presto seguita dagli altri, Riccione in testa, nonche' dallo stesso consiglio provinciale". (Dire)

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