Rimini, seconda giornata per il Congresso di Sinistra Ecologia e Libertà

Rimini, seconda giornata per il Congresso di Sinistra Ecologia e Libertà

RIMINI - Domenica 16 gennaio sono entrati nel vivo i lavori del primo Congresso regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, che si è conclusa con l'elezione dell'Assemblea regionale  e del coordinatore.

 

Tra gli intervenuti al dibattito, anche il delegato e consigliere comunale di Rimini Eugenio Pari: "Il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini - ha detto Pari -, commentando le vicende di Rimini, ha invitato tutti ad essere realistici. Il rischio dei barbari alle porte, evocato da Bonaccini in riferimento alla forza elettorale del Pdl a Rimini, ci deve far chiedere perché esista il rischio che il centrodestra possa vincere le amministrative. Io credo che i barbari siano arrivati a causa delle scelte del Pd troppo simili a quelle del Pdl e subordinate agli interessi dei poteri forti. E' su questo che si è rotto il confronto, non su questioni di poltrone! Ma il realismo richiesto ci impone di considerare i rapporti con il Pd per quelli che sono e non per quello che vorremmo, altrimenti faremmo del velleitarismo, mentre finora ogni nostro sforzo è stato improntato alla ricerca di una politica alternativa, la stessa alternativa che ci viene richiesta dal nostro popolo".

 

La Federazione provinciale di Sel Rimini, in risposta all'intervento del segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini, che ha offerto l'apertura di un tavolo di mediazione per mantenere il valore dell'unità della sinistra anche in provincia di Rimini, si dichiara disponibile al confronto programmatico e pronta ad andare a "vedere le carte" in ogni Comune della  provincia dove si voterà.

 

"Vogliamo verificare - dice il coordinatore provinciale di Rimini Giuseppe Massari - la reale volontà del Pd a un totale cambiamento del registro dell'impostazione politica della nostra provincia, mettendo al centro del programma temi quali la tutela delle fasce deboli, il rispetto della qualità della vita e  dell'ambiente, la centralità della cultura, l'abbandono definitivo dello sfruttamento indiscriminato e miope del territorio, la sconfessione delle politiche basate sulla rendita parassitaria immobiliare, l'abbandono dei finanziamenti alle scuole confessionali per ridare centralità all'istruzione pubblica". "Ovvero, in sintesi - conclude Massari -,  sconfiggere la cultura di destra che c'è nel centrosinistra".

 

Diego De Podestà, della segreteria provinciale riminese di Sel, nel suo intervento, in riferimento ai rapporti complicati con il Pd, ha ribadito: "Non siamo disponibili a dover rispondere di scelte che non abbiamo fatto, di errori che non sono nostri né in tutto né in parte. Non siamo disposti a fare la copertura di un'alleanza dove l'apparenza del nuovo è solo avvicendamento amministrativo. Siamo disposti a scrivere una pagina nuova che scaturisca da discontinuità vere, da momenti di cesura con una storia amministrativa, con un metodo di governo che è sistema di potere opaco e consociativo. La proposta alternativa che abbiamo avviato è il modo migliore per preparare in un secondo momento le ragioni dell'unità. C'è un deficit di credibilità che va recuperato anche uscendo fuori da confini e schemi tradizionali".

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