Rimini, secondo appuntamento delle "Riflessioni Socio-Economiche"

Rimini, secondo appuntamento delle "Riflessioni Socio-Economiche"

RIMINI - Secondo appuntamento con il ciclo di seminari "Riflessioni Socio-Economiche Riminesi", dedicati quest'anno al tema dello sviluppo locale oltre la crisi. Giovedì 27 maggio alle 18, nelle aule 13 e 14 del complesso Alberti del Polo riminese dell'Università di Bologna (via Quintino Sella 13), si terrà il seminario "Economie locali per lo sviluppo - Innovazione, occupazione e territorio".

 

Relatori: prof. Carlo Dell'Aringa, docente di economia all'Università Cattolica di Milano e direttore del Centro Ricerche in economia del lavoro e dell'industria, presidente Agenzia per la Rappresentanza delle Pubbliche amministrazioni; dott. Carlo Pignatari, direttore di CNA Innovazione, esperto di pratiche avanzate di management e di strumenti di Benchmarking.

 

Interventi di Maurizio Focchi, amministratore delegato della società Focchi S.p.A, presidente di Confindustria Rimini; Alberto Brighi, imprenditore ditta Brighi Srl.

 

Uscire dalla crisi senza accettare di "galleggiare", richiede azioni che possano contare su una spinta dal basso, dalla dimensione regionale e locale, perché il territorio torna ad essere rilevante. Non più come mitico luogo in cui si esaurisce un intero ciclo produttivo, ma come ambiente urbano in cui far crescere attività di produzione, servizio e ricerca per essere parti di reti mondiali.

 

In questo senso, per governare la crisi, il consolidato modello aggregativo su base territoriale e settoriale - cioè l'economia dei distretti industriali - non sembra più sufficiente, da solo, a garantire alte performance per il sistema produttivo italiano. Diviene, quindi, necessario porre attenzione alle nuove reti di impresa, sia orizzontali che verticali, fondate su una convergenza di culture e di linguaggi e su coerenti  strategie di sviluppo tecnologico e di innovazione.

 

Torna essenziale l‘elaborazione di una visione da enucleare in un patto federativo tra Regioni non solo italiane ma europee che, se deve spingere per un verso a una competizione tra territori, dall'altra impone la capacità di costruirne le ragioni dell'unità, delineando comunità aperte e solidali, rispettose di un lavoro "decente", che possano sostenere e anticipare il peso di trasformazioni per molti versi epocali.

 

 

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