Rimini, sigilli ai bagni 62 e 63. Il Comune dalla parte dei bagnini

Rimini, sigilli ai bagni 62 e 63. Il Comune dalla parte dei bagnini

Rimini, sigilli ai bagni 62 e 63. Il Comune dalla parte dei bagnini

RIMINI - Nuovi sigilli in spiaggia a Rimini. Giovedì mattina la Procura riminese ha dato mandato alla guardia costiera di sequestrare i bagni 62 e 63 e parte del chiosco-ristorante comune alle due strutture. Secondo le forze dell'ordine le pavimentazioni, le passerelle, le coperture localizzate all'ingresso dei due bagni e altro materiale non sarebbero a norma. Gli operatori ora temono un effetto domino, dato che altri bagni potrebbero trovarsi nella condizione di quelli sequestrati.

 

In attesa di sviluppi, il sindaco Alberto Ravaioli e il vicesindaco Antonio Gamberini si sono recati sul posto. L'amministrazione di palazzo Garampi si schiera senza se e senza ma con i bagnini: "Non conosciamo il merito della questione, ma giudichiamo i tempi dell'operazione inopportuni. Siamo al 23 di luglio. C'e' una sproporzione tra la natura e l'oggetto del provvedimento. Questa citta' ha interesse a tutelarsi", scandisce nella conferenza stampa organizzata in fretta furia venerdì pomeriggio il vicesindaco Antonio Gamberini.

 

Nella sala di Giunta sono stati riuniti tutti gli operatori balneari riminesi, che non si perdono una parola dell'arringa di Gamberini.  L'amministrazione comunale lascera' ai privati la valutazione di tutelarsi per vie legali, "ma valutera' le azioni utili a superare questa situazione".

 

Il vicesindaco prova a ridimensionare la portata di quanto accaduto rimarcando che "si tratta di un provvedimento che non mette in pericolo i turisti, anche se dal nastro sembra sia accaduto chissa' che cosa. La nostra spiaggia rimane la piu' organizzata d'Italia: come pubblica amministrazione siamo preoccupati, amareggiati per tutti gli operatori che investono risorse e lavoro in questo anno cosi' difficile per il turismo".

 

Per quanto riguarda i materiali contestati dagli inquirenti, Gamberini precisa che non si tratta certo di nuove opere ma di "manufatti esistenti da trent'anni". Collocati "ben prima" del 2001, quindi, l'anno in cui il demanio marittimo ha passato alle Regioni le competenze del settore.  Il Comune si sente colpito al cuore in questa fase di transizione normativa: "Siamo nella fase in cui devono arrivare le nuove norme, il federalismo demaniale ancora non c'e'. Siamo a meta' del guado. E non si spara- scandisce Gamberini circondato dai bagnini che annuiscono- a chi lo attraversa". (Dire)

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Danillo
    Danillo

    Indifendibili.

  • Avatar anonimo di amaryllide
    amaryllide

    non ho mai evaso un centesimo in vita mia, e ho sempre richiesto le fatture e le ricevute di qualsiasi lavoro. Ma quando ci sarà il federalismo fiscale e il sindaco di Rimini dovrà sopravvivere coi soli soldi delle tasse locali, da me non avrà un centesimo. E pretendo fin d'ora che si schieri dalla mia parte, visto che difende le illegalità di una categoria non certo nota per fedeltà al fisco senza neanche sapere per quale motivo la procura ha fatto quello che ha ritenuto giusto

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