Rimini, stop a quattro siti pornografici: quattro arresti

Rimini, stop a quattro siti pornografici: quattro arresti

(foto tratta dal web)-35

RIMINI - Stop a quattro siti pornografici. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini, a conclusione di una lunga attività investigativa, hanno arrestato per concorso in lenocinio a mezzo di pubblicità sulla rete internet e concorso in favoreggiamento della prostituzione di più persone quattro persone: si tratta dei napoletani A.M., 36 anni, già noto per un caso di stalking nei confronti di una giovane riminese; il fratello F.M., 34; L.V., 33; e del mantovano A.B, di 31.

 

 Le indagini, inizio nel novembre del 2009, hanno consentito di appurare che il 36enne gestiva una florida attività ricollegabile ad inserzioni pubblicitarie di natura hard a favore di altrettante ragazze e transessuali attraverso la loro pubblicazione  di foto e consequenziale offerta di  prestazioni  sessuali sui siti  internet accreditati con il dominio www.ilgiardinodeldesiderio.com, www.escortescort.it, www.escortromagna.it e www.passioneescort.it.

 

In una precedente indagine, i Carabinieri del nucleo investigativo avevano sequestrato due residence all'interno dei quali molte donne, prevalententemente extracomunitarie, si prostituivano. L'operazione si concluse con l'arresto di alcune cittadine brasiliane dedite allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione. L'inchiesta aveva permesso di evidenziare l'utilizzo da parte delle prostitute di spazi pubblicitari presenti sui citati siti internet.

 

Il proseguo delle indagini ha permesso di accertare che i due fratelli e il mantovano A.B. si avvalevano della collaborazione di più persone per la gestione delle numerose inserzioniste ed in particolare di quella di L.V., con mansioni di web master per tutti e quattro i siti interessati. Il 33enne dopo aver rinvenuto il nullaosta dai fratelli ha agito informaticamente aggiungendo o togliendo le foto e gli annunci delle inserzioniste.

 

Coloro che usufruivano delle inserzioni pagavano "il canone d'affitto". Il 31enne si occupava dell'amministrazione e di procacciare delle "nuove clienti". In particolare guardava le scadenze contrattuali, occupandosi anche delle riscossioni degli "abbonamenti d'inserzione" e delle foto alle  stesse inserzioniste. Un ruolo analogo veniva svolto anche da F.M..

 

Il comportamento dei due fratelli napoletani e dei loro collaboratori non lasciava alcuna ombra di dubbio interpretativo circa la loro piena consapevolezza sulla reale attivita' svolta dalle inserzioniste. L'attivita' investigativa ha subito dato una lettura palese sull'operato del sodalizio che svolge un'attivita' illecita finalizzata al favoreggiamento della prostituzione .

 

Gli investigatori, coordinati dai pm Ercolani e Cerioni, hanno intercettato gli indirizzi informatici cosi' da verificare che, particolare curioso, le foto delle inserzioniste venivano sapientemente ritoccate con l'utilizzo di specifici programmi. Gli operanti si trovavano cosi ad intercettare un'enorme mole di documenti di natura informatica nonche' conversazioni  tra i vari esponenti del sodalizio e le  inserzioniste.

 

E' iniziata così una lunga e laboriosa attivita' d'indagine durante la quale i militari hanno avvicinato numerose ragazze con vari stratagemmi. Tali, seppure con un minimo di reticenza iniziale, non hanno avuto timore a spiegare il funzionamento della florida rete digitale  di prostituzione. E' emerso cosi' che alcune di esse effettuavano i pagamenti  delle inserzioni attraverso delle ricariche postepay  intestate ai due fratelli o al mantovano.

 

Questo ha portato alla richiesta di decreti di sequestro relativi ai conti correnti e libretti postali dei quattro arrestati. Tra martedì e mercoledì il sequestro di un ingente quantitativo materiale informatico e la notifica ai quattro di misure restrittive firmate dal gip Casadei.

 

A.M. si trovava già in carcere a Ferrara; F.M. e A.B. nelle loro abitazioni a Rimini; mentre L.V l'ordinanza è stata notificata a Frosinone. Per quest'ultimo il beneficio dei domiciliari. Nel corso dell'operazione la Polizia Postale di Rimini ha coadiuvato con grande e fattiva collaborazione, nelle attivita' di sequestro dei siti e dei saldi attivi postali.

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