Rimini, taglio del 33% ai costi della politica in Provincia

Rimini, taglio del 33% ai costi della politica in Provincia

Taglia il 33% sui costi della politica ma investe, nonostante la crisi, perche' crede nel 'Sistema Rimini' e vuole la vera integrazione dei nuovi arrivati, i sette Comuni della Valmarecchia. La Provincia di Rimini prevede per il 2010 trasferimenti correnti per quasi 18 milioni di euro e trasferimenti in conto capitale per 36 milioni di euro. Il piano investimenti per lo stesso anno e' di 37 milioni circa che aumenteranno nel 2100 a 40 milioni e scenderanno a 30 nel 2012.

 

Complessivamente si tratta di un totale nei tre anni di 108 milioni e 500 mila euro. Intanto le previsione iniziale di spesa per funzioni e' a 4 milioni e 483.000 euro (era 3.444.000 nel 2009) la spesa per il funzionamento delle istituzioni passa da 494.325 euro a 344.253 euro.

 

E comunque, per il bilancio della Provincia di Rimini, nonostante "la tagliola" del patto di stabilita' c'e' una buona notizia dal Governo, e cioe' la previsione di "una compensazione tra la Provincia di Pesaro Urbino e quella di Rimini" per la Valmarecchia. Che pero' dovra' attendere risorse e norme, fino a febbraio, quando il Consiglio provinciale potra' varare un correttivo di bilancio per le nuove 'terre riminesi'. E' il presidente dell'Ente provinciale, Stefano Vitali a darne l'annuncio nella sua relazione di bilancio, spiegando, pero', che le difficolta' ci sono. A cominciare dal personale valmarecchiese, che fa sfondare il Patto di stabilita' alla Provincia.

 

La Regione, dal canto suo, ha gia' dichiarato di riaprire il Documento unico di programmazione ai sette nuovi Comuni riminesi, "creando le condizioni per affrontare interventi infrastrutturali attesi da tempo". C'e' quindi una seconda buona notizia. La Provincia vuole l'integrazione tra entroterra e costa e per questo "sosterra' soprattutto per le realta' piu' piccole, le progettazioni per strade, turismo, cultura, ambiente, scuola", conferma il presidente. Sempre riguardo alla Valmarecchia, la proposta di Vitali al Consiglio e' quindi di "sospendere in una bolla fino a febbraio 2010 le scelte piu' di fondo che richiedono certezza sulle norme".

 

Una volta ricevute le garanzie normative ed economiche sulle quali si sono impegnati la Regione e il Governo "si procedera' a una specifica variazione di bilancio che determinera' concretamente le risorse" e quindi anche la qualita' del passaggio.   

 

Intanto, il bilancio previsionale 2010 conferma tutti gli investimenti sulla dotazione infrastrutturale strategica, sulla rete congressuale, sull'adeguamento e il miglioramento di strade e mobilita', sul potenziamento e la riqualificazione dei poli scolastici di tutto il territorio. Ma sostiene anche "quel tessuto immateriale ma strategico rappresentato da servizi sociali diffusi sul territorio e da iniziative culturali altrettanto estese e coinvolgenti", chiarisce Vitali.

 

Nelle prossime settimane, nel frattempo, sara' conclusa l'intesa territoriale tra Regione Emilia Romagna, Provincia e Comuni il cui piano degli interventi e' stato approvato dal precedente Consiglio provinciale.

 

Nel complesso e' una manovra che mette in campo "risorse considerevoli e che accompagna lo sforzo di infrastrutturazione ed investimenti dei nostri Comuni", aggiunge il presidente, e cioe' 10,7 milioni di euro del programma Fas e di 12 del Fesr che e' gia' in fase attuativa (a cui vanno sommati 4,8 milioni di euro destinati a sostenere investimenti delle imprese del nostro territorio). Cosi' come e' definito il finanziamento di 4 milioni a sostegno del Tecnopolo di Rimini ed e' in arrivo quello che finanzia le tre Aree produttive previste dal Ptcp e che spetta ai Comuni attuare.  

 

É uno "sforzo economico, finanziario e amministrativo notevole, che potrebbe persino far nascere qualche critica per la sua 'eccessiva' consistenza in tempi oggettivamente difficili per gli enti locali", aggiune Vitali. Che poi conclude: "Quello che presentiamo e' un bilancio 'asciutto', che ottimizza centri di spesa, che riporta la Provincia dentro al perimetro delle proprie funzioni, che chiama alle proprie responsabilita' tutti gli attori, istituzionali e non, del territorio".

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