Rimini, Teatro Galli. Si apre il sipario con 30 milioni di euro

Rimini, Teatro Galli. Si apre il sipario con 30 milioni di euro

Rimini, Teatro Galli. Si apre il sipario con 30 milioni di euro

Si fara' di tutto per consegnare ai riminesi l'e'lite di un teatro di tradizione, restituendo l'architettura del Poletti e la sala all'italiana. Silurato il progetto Natalini dieci anni fa, la base rimane quella della ricostruzione filologica del progetto cosiddetto Garzillo-Azzolini (2004), redatto dall'allora soprintendenza regionale per i Beni culturali, ma sara' adeguata alle esigenze "del terzo millennio". Comincia ad aprirsi il sipario sul teatro Amintore Galli di Rimini.

 

Giovedì in municipio e' stato il giorno della presentazione in grande stile, coordinata dal sindaco Alberto Ravaioli, dal direttore dei lavori pubblici Massimo Totti e dagli altri dirigenti. Un attimo dopo l'ingresso dei giornalisti, nella sala di Giunta le luci si sono spente ed e' partito un filmato tridimensionale sul Galli del futuro. "Le immagini vere proveremo a mostrarle in due anni: vogliamo aprire i cantieri prima della fine della legislatura, e mettere qualcosa di piu' della prima pietra", ha esordito Ravaioli annunciando il bando di gara in autunno.

 

Rispetto ad un lustro fa, i costi sono aumentati eccome (solo per i materiali ci si ritrova al piu' 25-30%): si passa da 18 milioni di euro a un massimo di 29,7 milioni. Per l'appalto se ne vanno circa 23 milioni e 100 mila euro, il resto e' accantonato come vuole la legge. Tra i vari capitoli di finanziamento (i contributi Por-Fesr 2007-2013 per il restauro del foyer sono di 4,8 milioni di euro) tiene banco la quota dei privati, con la Fondazione Carim che ne copre una decina.

 

Ma con l'aria che tira attorno a palazzo Buonadrata non sono a rischio? Il sindaco ha pesato le parole: "Il ragionamento e' gia' aperto ma non anticipo le decisioni altrui. Il momento e' storico, credo che tutti rifletteranno. Del contributo privato abbiamo bisogno". Insomma, e' il Ravaioli-pensiero, anche se gli accordi erano stati presi in primis con il presidente dimissionario della Fondazione, Alfredo Aureli, ciascuno si assuma le proprie responsabilita'. Sui costi di gestione del futuro Galli, il primo cittadino non si sbilancia e invita ad una "riflessione generale sui contenitori culturali della citta'".

 

Il teatro ricostruito sostituira' completamente il Novelli, che a sua volta, e non e' una novita', potra' essere venduto. Per il resto, sul piano auditorium gia' nei piani della Fondazione Carim "i tempi non sono maturi per vederlo realizzato nel breve periodo", ha detto Ravaioli, che invece ha confermato come il teatro degli Atti e l'ex Astoria (quest'ultimo nel piano triennale delle opere pubbliche con 300 mila euro) rientrino "nei programmi". Sul capitolo delle autorizzazioni che ancora mancano per il Galli, Totti e compagnia non intravedono problemi. L'ultimo passaggio al ministero e' "un atto dovuto" per la legittimazione finale.

 

Niente di insormontabile, poi, in merito ai vari via libera da parte dell'Ausl, della medicina del lavoro, della commissione di vigilanza competente e, infine, per quanto riguarda le norme antisismiche. (Dire)

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