Rimini, teatro Galli. 'Città d'arte': ''Uno scandalo''

Rimini, teatro Galli. 'Città d'arte': ''Uno scandalo''

RIMINI - Giornata tutta dedicata al teatro 'Amintore Galli' quella di giovedì a Rimini. Alle 12, in municipio, il sindaco Alberto Ravaioli e il direttore dei Lavori pubblici Massimo Totti illustreranno ai cronisti il progetto di ricostruzione, che in serata approdera' in Consiglio comunale per l'avvio del dibattito. In febbraio la Giunta di palazzo Garampi ha approvato il completamento del restauro del foyer del teatro (il primo lotto costa 5,5 milioni di euro e i lavori partiranno entro l'estate), per poi deliberare, a meta' marzo, lo schema di convenzione con la Provincia mirato ai contributi Por-Fesr 2007-2013 (4,8 milioni di euro).

 

Chi giovedì sera assistera' alla discussione in aula "di sicuro" e' l'associazione Rimini citta' d'arte (anni fa contribui' alla raccolta di 6 mila firme e alla diffusione degli appelli di diversi intellettuali nell'ambito dell'iniziativa 'Com'era dov'era') che, dopo le battaglia condotte con Italia Nostra, torna in queste ore a farsi sentire. "E' una vergogna- attacca il portavoce Attilio Giovagnoli- che si faccia un nuovo progetto e si getti alle ortiche il piano di ripristino filologico redatto dalla soprintendenza regionale di Bologna con la consulenza di Pierluigi Cervellati".

 

Il 'padre' del Galli Luigi Poletti, sostiene Giovagnoli, "si rivolterebbe nella tomba se vedesse quello che intende fare il sindaco Ravaioli del suo capolavoro" neoclassico: "Un ibrido che costa 10 milioni di euro oltre al ripristino". Nel piano del primo cittadino, fa i conti Giovagnoli, "sono previsti un milione e 200 mila euro per una nuova progettazione, e questo e' un vero scandalo".

 

Insomma, ricapitola l'associazione, "ancora un fiume di denaro pubblico sprecato che si aggiunge agli oltre 6 miliardi di lire elargiti a Natalini e soci per la loro serie di 8-9 progetti dal 1985 ad oggi, la loro liquidazione e il loro reincarico". Un Ravaioli "a fine mandato", rincara Giovagnoli, "vuole prendersi il merito della ricostruzione cercando di raggiungere quel risultato che non e' riuscito ad ottenere in 11-12 anni di evanescenza".

 

Dopo essersi augurati che, dunque, il piano della Giunta "fallisca", Giovagnoli e compagnia invitano ad invertire la rotta: "Come e' accaduto per il Tempio Malatestiano, Rimini deve scegliere di ripristinare il suo massimo teatro come era", e' la chiusura. (Dire)

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di malatesta
    malatesta

    Giuste e sacrosante le richieste dell'associazione Rimini città d'arte. Per favore non facciamo un obrobrioso intruglio..

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