Rimini, Tia: Comune incassa no di Hera e sposa Anci

Rimini, Tia: Comune incassa no di Hera e sposa Anci

RIMINI - Ad Hera l'amministrazione di palazzo Garampi ha scritto prima una lettera amichevole, poi una vera e propria diffida decisa due settimane fa in Giunta. Ma l'azienda, lo si sa con certezza oggi ma era previsto, non cede di un millimetro e continua a fatturare con l'Iva. Posto dunque come non sia "oggettivamente possibile" cambiare le cose, modificare il regolamento e inserire la Tia in bilancio, ci si prova con una sorta di 'terza via'.

 

Ovvero, realizzare una fase "transitoria" e "non traumatica" per il sistema locale nel suo complesso: la natura di corrispettivo per la Tia, in attesa della tariffa integrata proposta da Anci Emilia Romagna. Il tutto attraverso un ordine del giorno ad hoc, da inviare ai parlamentari di tutta l'Emilia-Romagna. Si e' tornati a parlare di Tariffa d'igiene ambientale in Comune a Rimini.

 

Dopo che l'argomento era tornato alla ribalta nelle scorse settimane, l'assessore al Bilancio Antonella Beltrami ha esposto la linea della Giunta alla prima e alla quinta commissione riunite, in attesa che si pronunci il Consiglio comunale alla prima seduta utile. Rimini non si sfila dalla linea di Anci Emilia Romagna: i regolamenti non si cambiano prima dell'arrivo di altre norme statali che facciano chiarezza, e' la linea.

 

La Giunta illustra lo stato dell'arte in una nota post-commissione: "Con la Tia-tributo, il recepimento nel bilancio comunale del costo del servizio obbligherebbe a un generalizzato incremento della Tia 2010 del 10% proprio per coprire il costo del servizio maggiorato dell'Iva". Ecco un esempio in regime di Tia-tributo: se il costo totale che Hera fatturerebbe al Comune e' di 1.000 euro piu' Iva al 10% (1.100 euro), le tariffe verrebbero determinate sulla base delle stesse 1.100 euro a cui, in sede di fatturazione al singolo utente, Hera applica un ulteriore 10% di Iva.

 

Quanto "ai presunti benefici per i cittadini", va avanti l'amministrazione, anche qualora Hera decidesse di emettere bollette senza Iva, "le imprese si troverebbero a dover sostenere un maggiore costo (10%) non deducibile rispetto al 2009". Questo fermo restando che "per le famiglie il passaggio della Tia da corrispettivo a tassa non comporterebbe alcun beneficio". Insomma, avanti con Anci, che ha sottolineato la necessita' di una modifica normativa che sancisca la natura di corrispettivo.

 

Diversamente, ricorda palazzo Garampi, "sulle pubbliche amministrazioni e sullo Stato si potrebbe riversare un corposo e costoso contenzioso con i cittadini e le imprese in materia di Iva, con ulteriori criticita' nella contabilita' gia' molto difficile dei Comuni". L'ordine del giorno mattutino entrera' in aula con l'opposizione del centrodestra, che oggi ha votato contro. (Dire)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -