Rimini: tornano a protestare i lavoratori della Centrale del Latte

Rimini: tornano a protestare i lavoratori della Centrale del Latte

Rimini: tornano a protestare i lavoratori della Centrale del Latte

RIMINI - I lavoratori della Centrale del Latte di Rimini tornano a protestare.  A fronte dell'ultima modifica dei propri piani da parte di Granarolo, che la scorsa settimana ha annunciato l'intenzione di licenziare oltre 100 lavoratori chiudendo gli stabilimenti di Castel San Pietro e di Novara, tutti i lavoratori del gruppo industriale sciopereranno per l'intera giornata di venerdì 9 ottobre. Flai-Cigl, attraverso una nota, ha reso noto che si protesterà in tutti gli stabilimenti.

"Innanzitutto perché è ormai dimostrato che i piani industriali che si prefiggono il risanamento dei conti aziendali attraverso i tagli dei costi del personale, senza prevedere le necessrie politiche industriali ed investimenti, hanno vita breve - spiegano i sindacati -. Infatti i piani di Granarolo del 2006 sono stati rivisti nel 2008, ed ora nuovamente nel 2009. Risultato: stabilimenti chiusi, centinaia di posti di lavoro persi, costi sociali a carico della collettività, ma anche a carico dell'azienda, per non aver dato alcuna tranquillità ai lavoratori che rimangono.  Se si accettasse in silenzio questa politica aziendale, ci dovremmo infatti aspettare altri piani-carneficina anche per i prossimi anni".

I lavoratori della Centrale del latte di Rimini, ora in Cassa Integrazione, aderiranno allo sciopero di gruppo dando sostegno al presidio dei lavoratori di Castel S.Pietro Terme, dove si recheranno nella prima mattinata di venerdì  Ma la protesta è stata indetta anche per chiedere a Granarolo "di rispettare gli impegni assunti negli accordi sottoscritti in passato".

"Per quanto riguarda la Centrale del Latte di Rimini - continua la nota di Cgil - siamo ancora creditori da Granarolo dell'assenso fattivo a cedere lo stabilimento a chi volesse insediarVi un'attività che crei occupazione.  Era questo infatti l'impegno che i lavoratori di Rimini erano riusciti a strappare al gruppo industriale bolognese, all'epoca della battaglia che rinviò al 1° luglio 2006 la chiusura della nostra storica Centrale dei latte". 

 

I sindacati ricordono che "a fronte dell'impegno aziendale sottoscritto addirittura davanti ai funzionari del Ministero, Granarolo ha subito dopo eluso in vari modi il rispetto di tale impegno. Pochi mesi dopo la chiusura si erano presentati numerosi imprenditori intenzionati a insediare lì stabilimenti di produzione e di trasformazione destinati a prodotti di vario tipo, che avrebbero restituito al nostro territorio i posti di lavoro persi, ma a tutti è stato impedito di intessere una vera trattativa".

"Ora Granarolo deve consentire che l'area in via Bagli torni a vivere ospitando attività e posti di lavoro, anziché sterpaglie e animali randagi, come siamo invece costretti a vedere già da tre anni - aggiungono -. La FLAI CGIL e la RSU chiederanno aiuto al Comune ed alla Provincia per proseguire ad avanzare questa richiesta, che riteniamo sia un diritto di tutto il territorio e di chi ci vive".

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