Rimini: tre grandi poeti romagnoli in musica

Rimini: tre grandi poeti romagnoli in musica

RIMINI - Un progetto culturale partito 14 anni fa e che trova il suo sbocco il prossimo 29 dicembre, con il concerto in prima nazionale al Teatro degli Atti di Rimini e con il CD con libro appena pubblicati. E' questo il percorso seguito dai musicisti di Voci, che presentano il lavoro "Tre grandi poeti in musica", con le poesie di Tonino Guerra, Raffaello Baldini e Nino Pedretti che diventano testi per 17 brani, suonati da Daniela Piccari (voce), Gianni Perinelli (sax), Simone Zanchini (fisarmonica), Dimitri Sillato (piano), Andrea Alessi (basso), Stefano Calvano (percussioni).

 

"Tre grandi poeti in musica" rappresenta un compendio della cultura contemporanea, con il jazz che incontra la "lingua" di Santarcangelo di Romagna. Ma sarebbe un errore pensare di ingabbiare un progetto come quello di Voci nei confini territoriali della Romagna. Se i tre autori coinvolti nell'opera - Guerra, Baldini e Pedretti - rappresentano un patrimonio della letteratura e della poesia italiana del secondo dopoguerra, anche i musicisti di Voci hanno una dimensione che trascende i confini regionali.

 

Anche per questo il progetto di Voci, che raggiunge il suo apice col CD e col libro edito dalla NdA Press nella collana Interno 4 Records, è un'opera che travalica gli steccati del localismo per collocarsi sullo scaffale delle produzioni di respiro nazionale e internazionale. Non l'operazione folcloristica di cantare in dialetto, ma piuttosto il jazz che incontra la "lingua" di Santarcangelo e le liriche di tre grandi poeti italiani.

Come spiega Tonino Guerra nel libro che accompagna il CD, "sostengo che il dialetto abbia creato i grattacieli di New York. Ha costruito tutte le case e gli alberghi qui in Romagna. Tutto è nato dal dialetto, anche la mia poesia". Da questo stesso potente fiume creativo nasce quattordici anni fa l'operazione culturale di "Voci", che incontra e interpreta il dialetto, sempre per usare le parole di Guerra, come "una lingua sudata, piena del nostro modo di respirare". Le canzoni del CD sembrano dare corpo alle immagini di Raffaello Baldini, che nel testo racconta che "quando parli in italiano sei tu che parli, quando parli in dialetto è lui che parla, il dialetto, tu devi solo andargli dietro. L'italiano è in piedi, il dialetto è seduto. [...] In italiano puoi dire tutto, in dialetto no, ma alcune cose le puoi dire meglio che in italiano".

 

"Voci" intercetta quindi una lingua viva, l'opera non ha il valore nostalgico di testimonianza ma, piuttosto, quello di una coraggiosa proposta intellettuale.

 

Affascinati dall'immediatezza del dialetto, i musicisti riprendono l'amplificazione della "lingua" che i poeti suggeriscono nei loro versi. Ne deriva una musica libera dagli schemi: forse il termine più appropriato è jazz, nella sua accezione di libertà espressiva e di improvvisazione, intriso di sonorità etniche e sperimentazione colta.

 

Un progetto di grande forza e innovazione, tanto che anche gli enti e le istituzioni culturali ne hanno riconosciuto il valore: Voci, nel corso degli anni, ha avuto il sostegno dell'assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Forlì-Cesena, oltre che della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì.

 

Dopo 14 anni, arriva finalmente il giorno dell'anteprima nazionale - al Teatro degli Atti di Rimini alle ore 21 del 29 dicembre 2009, presentato dall'Istituzione Musica Teatro Eventi del Comune di Rimini - e inizia la distribuzione nelle librerie del CD con il libro "Voci - Tre grandi poeti in musica".

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