Rimini, Treno Verde di Legambiente lancia l'allarme inquinamento acustuico

Rimini, Treno Verde di Legambiente lancia l'allarme inquinamento acustuico

Rimini, Treno Verde di Legambiente lancia l'allarme inquinamento acustuico

Polveri sottili nei limiti di legge a Rimini, secondo l'Istituto Sperimentale di RFI, Rete Ferroviaria Italia. Più alti e sopra i limiti di legge i dati ottenuti dal monitoraggio itinerante dei tecnici del Treno Verde che hanno rilevato alte concentrazioni di inquinanti lungo le vie cittadine, soprattutto in Zone a Traffico Limitato. Mentre secondo i dati Arpa Rimini, con 31 giorni di superamento, si appresta a superare il limite di 35 consentiti, considerando che la città romagnola chiudeva il 2010 con 58 giorni di superamento.

 

Inquinamento acustico sopra i limiti di legge sia di giorno che di notte, soprattutto nelle aree classificate in "classe I, aree particolarmente protette". E' questo il quadro complessivo emerso a Rimini dalle analisi compiute durante l'ultima tappa del 2011 del Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato quest'anno con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di ANCI e il contributo di Telecom, che ha lo scopo di monitorare lo stato d'inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana).

 

Le analisi presentate sono il frutto delle 48 ore di monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI, posizionato all'incrocio tra Via Roma e Via Bastioni orientali, in maniera ininterrotta tra mercoledì 20 e giovedì 21 aprile. Secondo quanto emerso dalle analisi del laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI nei due giorni di campionamento, i valori delle polveri sottili, non hanno mai superato il limite giornaliero di 50 mg/m3 previsto dal D.lgs 155 del 2010. Le medie registrate sono state di 44 mg/m3 per il primo giorno e 46 mg/m3 nel secondo. Valori che restano quindi nei parametri di legge anche se sulla soglia del limite consentito.

 

Per niente rassicuranti invece, i dati ottenuti dalle analisi effettuate dallo staff del Treno Verde con uno dei due rilevatori di PM10 Dust Monit, messi a disposizione da Con.Tec. Lo strumento fisso, posizionato in Viale della Repubblica, ha rilevato nelle 24 ore tra il 18 e il 19 aprile una media di 61 mg/m3, di cui il 24% di PM2,5 (particelle con diametro al massimo di 2,5 micron, un quarto del PM10, tanto da risultare ancora più pericolose per la salute umana, perché riescono a penetrare nel punto più profondo dei polmoni), superando il limite giornaliero di 50 mg/m3, situazione che si è ripetuta anche nelle 24 ore successive in via Bascucci, in prossimità dell'incrocio tra Via Covignano e la Statale 16 con livelli di PM10 pari a 62 mg/m3 di cui il 27% di PM2,5.

 

Il monitoraggio itinerante invece, effettuato giovedì 22 aprile dalle ore 19.00 alle ore 20.00 con lo strumento Personal Dust Monit lungo alcune vie principali della città dal tecnico di Legambiente, è partito da via Roma ha percorso via Tripoli, passando per via Circonvallazione Meridionale, via Circonvallazione occidentale, via Dei Mille per concludersi in corso Giovanni XXIII. Lungo questo percorso il dispositivo ha registrato una media oraria di PM10 pari a 106 mg/m3 di cui circa il 35% costituito da PM2,5. Dati decisamente allarmanti anche questi, considerando che lo strumento in questione rileva il livello delle polveri inquinanti ad altezza uomo simulando una passeggiata di un'ora per la città

Sotto controllo invece i valori relativi a benzene, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono.

 

"Quanto emerso dal monitoraggio di 48 ore effettuato dal Laboratorio Mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI ci presenta una città a norma di legge sul fronte polveri inquinanti - commenta Barbara Semprini Cesari, presidente di Legambiente Rimini - ma i 31 giorni di superamento del limite di legge accumulati dall'inizio dell'anno, su un massimo di 35 consentiti, ribadisce che l'allerta smog in città deve rimanere sempre alta, soprattutto per gli effetti che l'inquinamento ha sulla salute. Su questo c'è il picco orario di oltre 100 mg/m3 registrati dal monitoraggio itinerante - continua Semprini Cesari - che ci ricorda quanta aria cattiva respiriamo semplicemente passeggiando per le vie della città. A preoccupare sono anche i livelli molto alti di rumore, sopra i limiti di legge sia di giorno che di notte, registrati in un'area classificata dal piano del Comune come zona sensibile, vicino ad un parco e a una scuola. Per porre rimedio a tutto questo, provvedimenti come il blocco del traffico una volta a settimana e solo per un numero limitato di automobili, risulteranno sempre più inefficaci se non si creano le condizioni necessarie per spostarsi senza usare l'auto. Alla luce di tutto questo troviamo sia assurdo investire in nuove infrastrutture stradali, oltretutto in aree in cui l'inquinamento è già elevato, come dimostra la misura di via Bascucci dove si è registrata una concentrazione giornaliera superiore al valore limite".

 

"Al 22 aprile 2011 solo Modena, dei capoluoghi di provincia dell'Emilia Romagna, ha oltrepassato i 35 superamenti del limite di PM10 - commenta Giulio Kerschbaumer, di Legambiente Emilia Romagna -. Nel 2010 alla stessa data invece, tutte le città - eccetto Forlì e Cesena - avevano ampiamente oltrepassato i 35 giorni consentiti dalla legge. Questo buon risultato è frutto, più che di politiche innovative di mobilità urbana, di favorevoli condizioni climatiche. E' necessario quindi implementare azioni strutturali rivolte a favorire l'uso del trasporto pubblico nei centri urbani, integrato al car sharing e car pooling, favorendo in maniera decisa la mobilità ciclabile. E' indispensabile inoltre implementare il trasporto su ferro, abbandonando i grandi progetti di nuove infrastrutture stradali in regione come la Cispadana, la bretella Campogalliano - Sassuolo, la Mestre Ravenna, segnando un decisivo cambio di rotta sul tema della mobilità.

 

Da non sottovalutare infine il quadro relativo all'inquinamento acustico in città, in particolare nelle ore notturne i cui livelli di decibel superano la soglia di guardia. Decibel due giorni su due sopra la norma, sia di notte che di giorno. I valori registrati nelle ore diurne sono stati rispettivamente di 68,3 e 68,0 decibel, rimanendo costantemente sopra la norma. Mentre i dati raccolti durante l'orario notturno si presentano così: 59,7 dB(A) nelle prime 6 ore di monitoraggio del 20 aprile e 63,7 dB(A) nel periodo notturno che ha chiuso le 48 ore di analisi. Il Comune di Rimini ha approvato il "Piano Comunale di Classificazione Acustica", pertanto la zona presa in esame, in prossimità dell'incrocio tra Via Roma e Via Bastioni orientali, è stata assimilata alla "Classe I - aree particolarmente protette", come previsto dal piano di zonizzazione della città che, secondo la Legge Quadro n. 447 del 26/10/95 e successivi decreti attuativi, fissa i limiti acustici a 50 dB(A) nella fascia diurna e 40 dB(A) in quella notturna. Questa impostazione della zonizzazione è dovuta alla presenza delle aree adibite a parco pubblico adiacenti i parcheggi che insistono nella zona in indagine. Inoltre è presente a circa 100 m dal sito in indagine anche un plesso scolastico.

 

 

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