RIMINI - Turismo, il vice sindaco Melucci: ''Realizzare il secondo ciclo''

RIMINI - Turismo, il vice sindaco Melucci: ''Realizzare il secondo ciclo''

RIMINI - Venerdì scorso ho partecipato a una interessante conferenza organizzata dalla Scuola Superiore di Scienze Turistiche dell’Università di Rimini che ha presentato una ricerca sul nostro turismo. Relatore della presentazione il professor Patrizio Bianchi, Rettore dell’Università di Ferrara. La ricerca è molto interessante e consiglio a tutti i protagonisti del nostro comparto economico più importante di leggerla. Il punto più qualificante riguarda l’evoluzione del nostro turismo negli ultimi anni.


“I flussi turistici individuano infatti due distinti regimi: il turismo balneare ed il turismo oltre la stagione- è uno stralcio della ricerca-. Questo ha permesso un riequilibrio dei picchi estivi ed un utilizzo più alto delle nostre strutture. I due regimi non solo riescono a ridurre la stagionalità ed a ridistribuire i flussi turistici e gli incassi annuali, ma sono parte di un portafoglio turistico diversificato.”


Niente di sconvolgente, mi si potrebbe obiettare. E’ in definitiva il risultato delle politiche e degli investimenti portati avanti in questi anni. Fiera, darsena, nuovo palacongressi, sono le infrastrutture che hanno permesso di ottenere questi risultati. Il punto che volevo sottolineare, prendendo anche spunto da alcune interessanti considerazioni di Patrizio Bianchi, è la possibilità che questa nuova realtà ci può dare per un salto ulteriore di qualità che consolidi ed estenda le positive tendenze in atto. Il professore ha sintetizzato tutto questo in una espressione: realizzare il secondo ciclo.


Il primo obiettivo è mettere in campo una strategia di lungo periodo. E il Piano strategico diventa lo strumento fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Ci serve una idea condivisa della realtà di Rimini proiettata in avanti di 10 – 15 anni. Per ottenere questo risultato è fondamentale una grande coesione sociale e condivisione degli orizzonti di sviluppo. Mi pare che le condizioni sussistano tutte, come dimostrano alcune importanti iniziative già avviate che hanno visto una forte collaborazione tra pubblico e privato. Due esempi: l’interessante rapporto tra il nuovo palacongressi e il sistema ricettivo, il forte rilancio dell’aeroporto di Rimini. I due esempi dimostrano che a fronte di obiettivi condivisi si trovano anche le risorse e le energie per realizzarli con una forte collaborazione.


Ma le sfide che abbiamo di fronte sono ancora più ambiziose. Cito alcuni temi che sono già nella nostra agenda:

- Riqualificazione alberghiera. Un progetto ardito per ridurre il numero di strutture in affitto ed al tempo stesso riqualificare parti della nostra zona turistica. Lo stiamo portando avanti come dei pionieri, con alcuni aiuti fondamentali da parte della regione e di alcune strutture del governo. Tuttavia la legislazione in questo campo è particolarmente carente e non notiamo la dovuta attenzione ad un tema fondamentale come quello dell’innovazione del sistema ricettivo. Altri paesi in Europa e non solo sono molto più avanti, e come dimostrano le statistiche ci erodono annualmente quote di mercato.

- Riqualificazione del nostro fronte mare. A fine anno potranno essere presentati i primi progetti di finanza per tratti di lungomare che vanno da Piazza Marvelli (ex Tripoli) al porto canale. Siamo nel cuore storico della Rimini turistica. Progetti di alta qualità urbana ed ambientale che facciano vivere quelle zone tutto l’anno.

- Ridurre drasticamente la presenza delle auto nella zona turistica. Il progetto della metropolitana di costa va in questa direzione.

- Riqualificazione delle colonie marine. I lavori partiranno nel giro di pochi mesi per la Novarese e per la Murri.


L’idea che mi piacerebbe fosse condivisa è di fare di Rimini la città del Wellness, la città del benessere come oggi può essere declinata in tutti i suoi aspetti anche quotidiani. In particolare inteso come sostegno della qualità della vita e dei luoghi dove si vive: riciclo dei rifiuti, risparmio energetico, supporto al minor impatto ambientale.


L’altra strategia fondamentale per il nostro turismo è la necessità di politiche di vasta scala. Tralascio per brevità le questioni nazionali. Le politiche turistiche nazionali sono fondamentali per essere competitivi sui nuovi mercati esteri ad iniziare da quello cinese.


Ma ci servono anche politiche di scala più ampia al livello territoriale. Ritengo un passo in avanti importantissimo l’avere raggiunto una coesione sostanziale a livello provinciale. Ho qualche dubbio che possa essere solo questo l’ambito nostro e non vedere invece positive sinergie con le altre località della costa romagnola, del nostro entroterra o dei parchi ambientali presenti nella Romagna.



Maurizio Melucci

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