Rimini, turismo. L'assessore Galli: "Le misure del governo? Una scatola vuota"

Rimini, turismo. L'assessore Galli: "Le misure del governo? Una scatola vuota"

Rimini, turismo. L'assessore Galli: "Le misure del governo? Una scatola vuota"

RIMINI - "L'ultimo decreto sullo sviluppo, partorito dal Ministro Tremonti, è un capolavoro di ‘fuffa' e sin qui ci sarebbe poco di male. Ma esso nasconde tra le righe più di un'insidia reale, almeno nella parte dedicata al turismo balneare. E' bene concentrarsi sul punto dedicato alla istituzione dei cosiddetti ‘Distretti turistico-alberghieri' che lascia perplessi". E' l'analisi dell'assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli.

 

"Già la scelta della terminologia lascia perplessi, perché ritaglia le problematiche di sistemi complessi al solo ambito ricettivo. Ma al di là di questo, basta dare una scorsa al testo del decreto per rendersi conto che dietro al titolo c'è la solita scatola vuota infiocchettata. Secondo il Ministro dell'Economia, questi distretti hanno gli obiettivi di ‘riqualificare e rilanciare l'offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare l'efficienza dell'organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano..'. Piccolo particolare: da nessuna parte sono indicate le risorse economiche, gli incentivi, le misure concrete per raggiungere questi scopi."

 

Continua Galli: "Che so, ad esempio l'armonizzazione dell'Iva alle imprese turistiche equiparata a Francia e Spagna o il rilancio dell'Enit. Niente soldi, nessuna misura seria di defiscalizzazione se non una: questi distretti turistico-alberghieri costituiscono zone ‘a burocrazia zero', come puntualizza il testo del decreto. Le zone a burocrazia zero sono una trovata del Governo italiano risalente al 2010 e specificatamente orientata al Meridione. Detto che in un anno non si è avuta traccia di alcun decreto attuativo e dunque esse sono rimaste solo un annuncio, si tratta sulla carta di una sorta di ‘aree franche' governate da un commissario di Governo (nominato dal Premier) che dispone e ‘semplifica' bypassando le competenze degli Enti locali".

 

"Alla faccia del federalismo, questo sarebbe a tutti gli effetti un ‘federalismo dei commissari di Governo', per gestire una assoluta deregulation molto insidiosa. Là dove ‘è permesso ciò che non è esplicitamente vietato' non aumentano esponenzialmente anche i rischi di penetrazione dell'illegalità, argomento molto sentito in questi mesi da Istituzioni e categorie economiche riminesi? L'istituzione di sportelli unici di coordinamento delle attività delle Agenzie fiscali e dell'INPS, iniziativa anch'essa prevista dal nuovo decreto, è in parte un doppione di cose che già ci sono e in parte è motivata ambiguamente. Tali sportelli infatti devono portare avanti una pianificazione delle loro attività di controllo e ispezione ‘in modo tale da influire il meno possibile sull'ordinaria attività propria delle imprese dei Distretti'. Cosa significa in concreto quel ‘il meno possibile'?"

 

"In definitiva tra annunci vuoti, pseudo doppioni (ad esempio i Distretti Turistico Alberghieri cosa fanno di diverso dai Sistemi Turistici Locali, cara Ministra Brambilla?) e ambiguità assortite (sulle concessioni di spiaggia si fanno o no i bandi per l'assegnazione dei diritti di superficie? Chi stabilisce i valori di mercato dei canoni concessori?) resta l'amarezza dell'ennesimo provvedimento che non dà nessuna delle risposte che gli operatori del turismo nazionale chiedono da anni e anzi fa mille passi indietro proprio sul tema del federalismo, inteso come autonomia dei territori. Per Tremonti i soldi delle concessioni vanno solo in minima parte ai Comuni e in più ci troviamo dei commissari romani a gestire le ‘aree a burocrazia zero'...".

 

Anche il rinese assessore regionale al Turismo interviene: "Adesso è il venuto il momento delle proposte condivise e da concordare anche con l'Unione europea. Le preoccupazioni sono condivise dall'Unione europea. Sono d'accordo con Pizzolante solo quando dice che la posta in gioco è alta. Per questo è il momento di smettere di cercare di tirare conigli fuori dal cilindro e di mettersi, invece, attorno a un tavolo - Governo, Regioni e categorie economiche - per trovare proposte condivise e da concordare anche con Bruxelles".

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