RIMINI - Un deposito sottomarino di sabbia contro l'erosione costiera

RIMINI - Un deposito sottomarino di sabbia contro l'erosione costiera

Un nuovo, esteso, deposito di sabbia sottomarino, a 60 km dalla costa di Rimini e a 50 metri di profondità, con una disponibilità di sabbia tra i 150 e i 200 milioni di metri cubi, che si aggiunge a quelli già conosciuti al largo di Ravenna e dei Lidi ferraresi e che potrà rivelarsi di grande utilità per futuri interventi di ripascimento contro l’erosione costiera. E’ questo il principale risultato del progetto dell’Unione Europa a difesa delle aree costiere del Mediterraneo


Il deposito è stato individuato grazie a Beachmed-e il progetto dell’Unione Europea per la difesa delle aree costiere del Mediterraneo i cui risultati sono stati presentati martedì a Bologna.


“Si tratta di un giacimento molto importante – ha detto l’assessore regionale alla difesa del suolo e della costa Marioluigi Bruschini – che potrà costituire una riserva strategica di elevata qualità per futuri interventi di ripascimento costiero, anche a vantaggio di altre Regioni. Riprenderemo al più presto i contatti già avviati con i Ministeri delle attività produttive e dell’ambiente e interrotti dalla crisi di governo, per avere la concessione per lo sfruttamento d’uso”.


Il ripascimento con sabbie fossili rappresenta oggi la strada fondamentale e di minor impatto ambientale per far fronte ai problemi dell’erosione costiera. In Emilia-Romagna si può calcolare che sia necessario un intervento di ripascimento in media ogni cinque anni.
Bruschini ha richiamato l’attenzione sull’importanza di arrivare a una politica nazionale di gestione integrata delle zone costiere, mentre oggi sono attive solo alcune Regioni e l’Europa. “E’ necessario un Piano strategico nazionale della costa – ha detto – il turismo e le ricchezze che produce non possono essere disgiunti dai problemi che tutta la costa ha anche nel nostro Paese”.


Beachmed–e è un programma europeo che coinvolge le Regioni Lazio, Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna per l’Italia, Conseil General de l’Herault e Direction Regionale de l’Equipement Languedoc-Roussillon per la Francia, Generalitat de Catalunya per la Spagna, Regione di Creta, Regione Macedonia dell’Est - Tracia per la Grecia. L’obiettivo è mettere a punto strategie di intervento coordinate a livello europeo, per preservare e tutelare un habitat costiero sempre più fragile e a rischio in tutto il Mediterraneo.


Tra i risultati di Beachmed-e presentati martedì a Bologna anche l’installazione avvenuta nello scorso mese di maggio - al largo di Cesenatico a otto chilometri dalla costa - di una boa ondametrica per monitorare il moto ondoso. La boa trasmette al Centro Ricerche Marine di Cesenatico i dati in continuo su dimensioni, altezza, frequenza e intensità delle onde, oltre che su temperature dell’acqua e dell’aria. Un servizio rivolto non solo ai tecnici, ma anche al grande pubblico e consultabile in tempo reale sul sito dell’Arpa (www.arpa.emr.it/sim/?mare/boa



Si’ alla difesa della costa: i risultati di un’indagine tra turisti e bagnini che promuove l’operato di Regione ed Enti locali.


Un consenso diffuso sui progetti in corso di difesa della costa emiliano-romagnola dall’erosione e sul loro costo, che viene ritenuto giustificato. E, anche , la disponibilità a contribuire concretamente a tali interventi. E’ questo il risultato di un’indagine promossa dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito di Beachmed-e su un campione di 120 bagnini e gestori della spiaggia, 606 turisti e 21 Amministratori pubblici, nel luglio 2007 tra Misano Adriatico e Riccione.


Tra i turisti l’87% si è detto a favore degli interventi di difesa costiera e il 73% ritiene che il costo di tali interventi sia appropriato. Percentuali che non calano di molto tra gli operatori della spiaggia. Tra questi infatti il 63% si è dichiarato soddisfatto della politica di gestione della costa da parte delle istituzioni regionali e locali, l’82% è a favore della difesa della spiaggia dall’erosione e il 79% ritiene che il costo di tali interventi sia giustificato. Quanto alle diverse strutture di difesa , circa il 26% tra i turisti preferisce le strutture sommerse, il 20% le strutture emerse e il 18% il ripascimento. La maggioranza dei bagnini (il 60%) è invece a favore delle strutture parallele sommerse , il 21% del ripascimento e solo il 19% opta per le strutture parallele emerse .


Tra i turisti il 34% si è inoltre dichiarato disponibile a contribuire volontariamente per i progetti di difesa con un importo medio di 2,86 euro a persona. Una percentuale ancora maggiore di disponibilità a collaborare si è registrata tra gli operatori della spiaggia. Qui ben il 36,7% contribuirebbe volontariamente alla difesa e manutenzione della spiaggia. In parte (27,5%) con lavori specifici (rimozione delle dune invernali, realizzazione di barriere frangivento, mantenimento delle strutture di difesa…) , in parte (9,2%) con un contributo in denaro.


Difesa della costa: i precedenti interventi di ripascimento

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L’ultimo intervento di ripascimento con sabbie sottomarine è stato realizzato nella primavera del 2007 , con una spesa di 13 milioni 562 mila euro (11 milioni 562 mila da fondi di protezione civile messi a disposizione dalla Regione, mentre 2 dal Comune di Ravenna) in 7 diversi punti del litorale: Misano Adriatico, Riccione, Rimini nord-Igea Marina, Cesenatico, Milano Marittima, Punta Marina, Lido di Dante, nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. L’intervento, che ha riguardato complessivamente quasi 9 chilometri di costa su cui sono stati riversati oltre 800 mila metri cubi di sabbia, proveniente da 2 giacimenti sottomarini, ha fatto seguito a uno analogo realizzato – sempre per iniziativa della Regione - nell’inverno 2001-2002.


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