Rimini, una lettera a Berlusconi per gli 'immigrati di seconda generazione'

Rimini, una lettera a Berlusconi per gli 'immigrati di seconda generazione'

Rimini, una lettera a Berlusconi per gli 'immigrati di seconda generazione'

RIMINI - "Non siamo immigrati, non veniamo da un altro paese, non abbiamo attraversato frontiere, siamo qui dall'inizio della nostra vita". Parlano italiano, spesso anche il dialetto romagnolo, non di rado non sono mai stati nei Paesi da cui provengono i loro genitori. Sono i "cosiddetti immigrati di seconda generazione", figli di immigrati nati e cresciuti in Italia, ma stranieri per la legge. Per chiedere che vengano loro riconosciute pari dignità e opportunità, la Cisl di Rimini ha scritto una lettera a tutti i 27 sindaci e presidenti dei consigli comunali.

 

Nella missiva, firmata dal segretario provinciale Massimo Fossati e da Juliana Duzha, presidente di Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere) Giovani di seconda generazione, la Cisl sollecita ai consigli comunali la discussione e approvazione di un ordine del giorno indirizzato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Il nostro appello si intitola "Riformate la legge sulla cittadinanza. Italiani con il permesso di soggiorno" - spiegano alla Cisl -. Facciamo nostra la battaglia di migliaia e migliaia di ragazzi che, sentendosi orgogliosamente italiani, chiedono a Parlamento e Governo di mettere da parte ideologie e strumentalizzazioni sui temi dell'immigrazione".

 

Non tutti sanno infatti che, diventati maggiorenni, questi giovani devono chiedere il permesso di soggiorno per non ricevere il foglio di via. "Per loro - ricorda la Cisl - non esiste lo "jus soli", cioè il diritto di essere cittadini italiani in quanto nati e cresciuti in Italia".

 

Secondo le statistiche della Provincia, a inizio 2010 i cittadini stranieri residenti in provincia sono oltre 26.000 e di questi il 12% è nato in Italia (oltre 3000). "Non hanno attraversato frontiere - osserva Massimo Fossati - eppure vivono nell'incertezza e rischiano di finire in una "terra di nessuno" in bilico tra Questura e Uffici immigrazione".

 

"Sono nuovi italiani che chiedono risposte per il loro futuro e per contribuire alla crescita del nostro Paese. Negare loro questa opportunità - concludono il segretario provinciale Cisl e il presidente Anolf II Generazioni - è una miopia politica, oltre che un'inaccettabile discriminazione".

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